Le possibili conseguenze dell’uscita della Gran Bretagna dall’Ue

Sono in molti a chiedersi che cosa succederà dopo l’uscita della Gran Bretagna dell’Ue: le riflessioni degli esperti di Pictet.

L’evento principale di questo mese è stato il referendum inglese del 23 giugno: la Gran Bretagna, a dispetto delle previsioni della vigilia, ha scelto di uscire dall’Unione Europea (Leave ha vinto con un 52%). La reazione immediata degli asset di rischio è stata fortemente negativa (Eurostoxx -10%, Sterlina -10%, rendimento Bund -0.15%). I titoli obbligazionari e l’oro hanno guadagnato. Tuttavia, è positivo notare il movimento privo di panico sui mercati soprattutto nella componente creditizia/spread BTP che si è allargato moderatamente (da 150 a 160bp dopo aver toccato 200bp in apertura). Il voto inglese evidenzia le fratture geografiche, anagrafiche e politiche UK e crea grande instabilità finanziaria, con la costituzione di un premio per il rischio destinato a durare a lungo.

Non mancano le ripercussioni a livello europeo: dall’area Euro, è richiesto un veloce passo in avanti sui temi dell’Unione Bancaria. La settimana successiva al voto inglese è stata migliore del previsto con spread BTP e creditizi di nuovo su livelli pre-Brexit e S&P500 di nuovo vicino ai massimi. Più preoccupante invece il comparto azionario europeo (soprattutto banche italiane).

Lo scudo delle Banche Centrali ha permesso di reggere l’urto e lo stato di calma sui mercati potrebbe durare anche nelle prossime settimane, tuttavia è importante non sottostimare le conseguenze di lungo termine del voto. Difficilmente ci saranno sviluppi significativi fino alla fine dell’estate; le negoziazioni ufficiali (2 anni di tempo per gestire l’uscita dall’EU, una volta invocato l’art.50 della Trattato di Lisbona) inizieranno (forse?) una volta nominato il nuovo PM.

Appare chiaro che le banche Centrali possono ormai avere solo un ruolo di garanzia al buon funzionamento della liquidità dei mercati, ma fatichino a fornire ulteriore stimolo. Le mosse della FED avranno un impatto decisivo sui mercati: le attese di mercato pre-referendum erano di un rialzo entro la fine del 2016, aspettative che sono drasticamente cambiate dopo il 24 giugno e che adesso vedono il mercato incorporare nessun rialzo fino al 2018.

da Gruppo Pictet

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