Resistenza agli antibiotici: moriranno 10 milioni di persone all’anno in più, una ogni tre secondi

A causa della resistenza agli antibiotici, entro il 2050, moriranno 10 milioni di persone all’anno in più, una ogni tre secondi. Lo dice un rapporto scientifico commissionato dal governo britannico per studiare la resistenza antimicrobica.

L’economista Jim O’Neill, autore della relazione intitolata “Review on Antimicrobial Resistance”, pubblicata giovedì, ha detto che un’azione urgente è necessaria per evitare che la medicina ritorni al Medioevo.

“Deve diventare una priorità per tutti i capi di stato”, ha detto Jim O’Neill, in riferimento al contrasto ai superbatteri resistenti agli antibiotici.

L’esperto ha proposto una serie di misure da attuare. Nella sua relazione ha chiesto un drastico cambiamento nel modo di utilizzare gli antibiotici, evitando il consumo eccessivo e improprio.

“È necessario che si smetta di assumere gli antibiotici come fossero caramelle”, ha detto Jim O’Neill, sostenendo la necessità del lancio di una campagna di sensibilizzazione del pubblico, in gran parte “ignorante” dei rischi. Dice anche che si dovrebbe istituire un fondo di ricerca di 2 miliardi di dollari, per ridurre drasticamente l’uso degli antibiotici negli allevamenti e per ricompensare i laboratori che sviluppano un nuovo antibiotico, con un premio di un miliardo di dollari.

Dalla metà del 2014, data del lancio dello studio, voluto dal premier britannico David Cameron, più di un milione di persone sono morte a causa di un’infezione relazionata alla resistenza agli antibiotici che si verifica quando un batterio diventa resistente agli antibiotici usati per trattare le infezioni, dice il rapporto.

Nel mese di novembre, l’Organizzazione mondiale della sanità aveva già rilevato il declino dell’efficacia degli antibiotici e aveva allertato contro il “pericolo enorme” di una nuova era pst antibiotici, in cui le infezioni più comuni saranno in grado di uccidere ancora.

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