Le apnee da sonno interessano il 5% degli italiani

Le apnee notturne possono riguardare persone di ogni età. In Italia è stata introdotta una specifica normativa per tutelare la sicurezza di conducenti e passeggeri, ma accertamenti e analisi andrebbero fatti in tempi rapidi.

Secondo alcuni recenti studi italiani, confermati da Assotir, il 5% della popolazione italiana è soggetta ad apnee da sonno. Essendo un problema non avvertibile dal soggetto, potrebbe essere sottostimato e quindi potenzialmente molto pericoloso, soprattutto quando il colpo di sonno avviene durante la guida su autostrada viaggiando sui tir. Lo scorso 18 marzo nel ricordare la Giornata mondiale del sonno l’Italia ha recepito una direttiva europea che obbliga i neopatentati e i cittadini chiamati al rinnovo della patente a sottoporsi al test medici per escludere di avere appunto l’Osas (obstruction sleep apnea syndrome, sindrome delle apnee ostruttive del sonno).

In Italia è stata introdotta una specifica normativa per tutelare la sicurezza di conducenti e passeggeri – spiega il Segretario Generale di T.I. Assotir Claudio Donati – Vanno però chiariti alcuni aspetti per evitare che i tempi di accertamento della diagnosi non siano lunghi e che non provochino l’interruzione dell’attività lavorativa. Se il medico sospetta casi di apnee, il tempo tra accertamento dei presupposti e le analisi andrebbe fatto in tempi rapidi, così da passare alle cure altrettanto sollecitamente. Troppo spesso queste dinamiche si protraggono per mesi, con una penalizzazione economica spesso ingiustificata. Quello che noi di Assotir chiediamo è che lo Stato sia efficiente e vicino a questi problemi di interesse comune”.

Nella fase del sonno REM, caratterizzato da irregolarità respiratorie, ci possono essere diversi brevi episodi di apnea che durano fino a 10 secondi. Questi, che si verificano nella fase REM oppure all’inizio del sonno, non vengono considerate patologiche. In alcuni individui tuttavia episodi di apnea indotti dal sonno sono particolarmente frequenti e prolungati (più di 10 secondi di durata), e questa condizione può essere responsabile di una varietà di disturbi clinici nei bambini e negli adulti. Le Osas sono una patologia ancora poco conosciuta, la diagnosi arriva spesso con grande ritardo e questo comporta, oltre ai rischi per la salute, costi sanitari aggiuntivi per 2,9 miliardi solo in Italia. Secondo un’indagine svolta da Philips, su 32mila medici di famiglia soltanto il 10% dichiara di conoscere approfonditamente questa malattia e il 90% vorrebbe saperne di più.

“Questa forma patologica di apnea del sonno può essere causata da cessazione dell’impulso respiratorio centrale (la cosiddetta apnea centrale) o da un’ostruzione delle vie respiratorie superiori, oppure da una combinazione di questi due meccanismi – spiega Raffaelino Roperto, MD Dirigente Neurochirurgo, San Filippo Neri,uno dei dieci specialisti italiani presenti a San Diego per il SOLAS, Societv of Lateral Access Surgery – La forma centrale di apnea del sonno è stata osservata in pazienti affetti da una varietà di lesioni gravi della porzione caudale del tronco cerebrale porzione dell’encefalo dove risiedono tutti centri vitali”.

Le sindromi con apnea da sonno possono verificarsi in persone di ogni età. Le cefalee mattutine, la mancanza di attenzione e un peggioramento del rendimento scolastico lavorativo possono essere alcuni sintomi attribuibili all’apnea da sonno. Infine, possono svilupparsi un’ipertensione arteriosa sistemico polmonare, una policitemia e uno scompenso cardiaco: questi sintomi se combinati con l’obesità, sono frequentemente indicati con il termine di sindrome di Pickwick.

I percorsi terapeutici più consigliati per le apnee notturne sono la CPAP (continuous positive airway pressure, ventilazione meccanica a pressione positiva continua, ovvero un ventilatore che tiene aperte le vie aeree) per l’87% dei medici e il dimagrimento per il 78%. Una patologia che interessa in Italia un uomo adulto tra i 45 e i 55 anni ogni dieci, soprattutto se in sovrappeso, e che le nuove norme per il rinnovo della patente hanno reso da quest’anno molto più importante visto che il permesso di continuare a guidare può dipendere proprio dal fatto che la patologia, che genera sonnolenza diurna, venga risolta. Quando il russamento diventa patologico, si intensifica e si trasforma in apnea notturna dovrebbe suonare un campanello d’allarme. C’è un indice oltre il quale si corre un rischio aumentato cardio-vascolare, questo già a partire dalle 15 apnee per ora di sonno.

“La diagnosi prevede un esame chiamato polisonnografia – aggiunge il Dott. Roperto – La terapia dipende dalla gravità dei sintomi e dal tipo di apnea predominante (centrale oppure ostruttiva) nell’apnea centrale, qualsiasi patologia associata, come scompenso cardiaco congestizio un’ostruzione nasale, deve ovviamente essere trattata. Nei pazienti con apnea ostruttiva sono utile inoltre la perdita di peso, l’assunzione di una posizione in decubito laterale durante il sonno, l’ evitare il vino e di altre sostanze sedative”.

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