E’ possibile invertire i sintomi dell’autismo nell’età adulta

Uno studio pubblicato su “Nature” dimostra che è possibile invertire i sintomi dell’autismo nell’età adulta.

Almeno a questi risultati è giunto un team di scienziati americani e portoghesi che ha studiato il gene Shank3, uno dei geni coinvolti in una particolare forma di autismo, patologia senza cura che colpisce circa 70 milioni di persone in tutto il mondo.

Degli esperimenti condotti nel corso di quattro anni su dei topi adulti con una mutazione del gene Shank3, hanno mostrato, per la prima volta, che è possibile invertire due dei principali sintomi dell’autismo: la mancanza di interazione sociale e i comportamenti ripetitivi.

Lo studio fatto dall’università di Coimbra, in Portogallo, e dal MIT (Massachusetts Institute of Technology), negli Usa, dice che è possibile intervenire nella vita adulta dei soggetti autistici, invertendo i cambiamenti biochimici, migliorare le interazioni sociali e i comportamenti ripetitivi di chi ne è affetto.

I ricercatori sono riusciti a bloccare i sintomi dell’autismo disattivando e riattivando il gene Shank3.

Lo studio apre le porte per lo sviluppo di nuove strategie terapeutiche, ha detto Patricia Monteiro, uno degli autori dello studio.

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