LILA e COOP per la Giornata mondiale contro l’AIDS

Tanti sono stati, e sono, gli eventi organizzati in Italia in occasione del ‘World Aids Day 2015’, la ‘Giornata mondiale contro l’AIDS’, indetta ogni anno per il 1º dicembre.

Se, da una parte, la scienza ha trovato sempre nuovi e migliori trattamenti per arginare questa terribile malattia, da un’altra parte c’è l’esigenza di sensibilizzare sempre di più la popolazione e indurla a lottare contro l’Aids.

In questo contesto, LILA, la ‘Lega italiana per la lotta contro l’Aids’, ha organizzato giornate di test gratuito e eventi in tutta Italia.

A Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Como, Livorno, Firenze, Milano, Roma, Torino e Trento saranno distribuiti preservativi a marchio Coop donati dall’azienda italiana, nelle sedi LILA.

Giornate di test gratuito nelle sedi locali di LILA in città come Bari, Bologna, Catania, Milano, e in regioni come Piemonte e Trentino, potranno svelare nel giro di poche decine di minuti se una persona ha contratto il virus dell’Hiv.

Proiezioni, spettacoli teatrali e serate in discoteca sono state anch’esse organizzate con l’unico obiettivo di promuovere la conoscenza dell’Hiv e la prevenzione, soprattutto tra i ragazzi.

(Fonte LILA)

Papa Francesco: resistere alla “tentazione della paura dell’altro”

Papa Francesco è giunto domenica a Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana, per questa tappa ad alto rischio e consegnare un messaggio di riconciliazione e di pace a un paese tormentato da anni dalla violenza religiosa.

L’ARRIVO NELLA REPUBBLICA CENTRAFRICANA

Il Papa è stato accolto all’aeroporto dalla presidente temporanea Catherine Samba Panza.
Decine di migliaia di persone si erano ammassate lungo le Avenue des Martyrs, che dall’aeroporto conduce a piazza della Riconciliazione.

La gente ha sventolato bandiere e gridato il suo benvenuto al Papa. Motorini strombazzanti hanno seguito la papamobile, che per volere di Francesco aveva i vetri aperti ai lati.

Bisogna resistere alla tentazione della paura dell’altro, di un’altra etnia o religione, ha detto il Pontefice, parlando in un campo profughi di un paese, a maggioranza cattolica e a minoranza musulmana, afflitto dalla violenza settaria.

La speranza è che la sua visita incoraggerà una ripresa del dialogo e il placarsi degli scontri.
Da settembre, Bangui ha sperimentato nuove tensioni che hanno provocato la morte di almeno 100 persone, secondo Human Rights Watch.

La Francia aveva messo in guardia il Vaticano all’inizio di questo mese sui rischi di questa visita.
Ma il Pontefice aveva liquidato le preoccupazioni con una battuta dicendo di temere più le zanzare che le persone.

L’APERTURA DELLA PORTA DELLA CATTEDRALE

Nel pomeriggio di domenica il Pontefice ha aperto la porta della Cattedrale di Bangui per dichiarare, da una periferia del mondo, l’avvio del Giubileo della Misericordia, nell’Anno Santo Straordinario che inizierà ufficialmente l’8 dicembre, con una cerimonia in Vaticano.

Poco prima, nell’ultima tappa della sua visita in Africa, papa Francesco, domenica, aveva lanciato un appello per la riconciliazione tra cristiani e musulmani, per cercare di porre fine al conflitto che dura da due anni e che ha lasciato migliaia di morti e costretto un milione di persone ad abbandonare la propria casa.

Durante la sua visita a Bangui, il Pontefice aveva invitato alla giustizia, all’amore e alla misericordia, garanzie di vera pace, anche ispirandosi al motto del Paese, “unità, dignità e lavoro” per superare il conflitto.

Un braccialetto smart per la diagnosi e il controllo del Parkinson

Diagnosticare il morbo di Parkinson precocemente o monitorare la malattia, nel suo inevitabile progredire e peggiorare, non è più un problema con un’invenzione tutta italiana, sviluppata nell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna.

La malattia di Parkinson, si sa, oggi, non è curabile e il paziente che ne è affetto è destinato a peggiorare progressivamente.

Per rilevare la patologia in modo precoce, al fine di poterla un po’ contrastare con i pochi mezzi che la scienza ha oggi a disposizione, i ricercatori del centro toscano hanno ideato il ‘braccialetto smart’, che si è già aggiudicato anche il Premio iNEMO Design Challenge.

Il braccialetto, si compone appunto da un bracciale, che ha anche degli anelli inerziali, ed è un sistema sensorizzato.

Misura con precisione e con accuratezza il movimento e la posizione della mano e delle dita, valutando le prestazioni motorie del paziente.

Sviluppato nell’Assistive robotics laboratory dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna, il dispositivo aiuta il neurologo a valutare le capacità motorie quando ancora possono essere osservate con difficoltà a occhio nudo.

ll sistema è stato già testato nel reparto di Neurologia dell’ospedale di Carrara (Asl1 Massa Carrara), sotto la direzione di Carlo Maremmani e ha coinvolto più di 150 pazienti e quasi 100 persone sane nella fase di controllo.

Ha confermato di essere in grado di distinguere e di quantificare, con elevata accuratezza, le prestazioni motorie di pazienti affetti dalla malattia di Parkinson.

Rischio deficit cognitivo con una dieta ricca di grassi

Una dieta ricca di grassi può rendere non solo obesi, ma anche causare deficit cognitivo, secondo uno studio fatto dal Medical College of Georgia, negli Stati Uniti, e pubblicato su ‘Brain, Behaviour, and Immunity’.

Tornati a una dieta povera di grassi in soli due mesi, i topi dello studio, avevano invertito la tendenza alla diminuzione delle capacità cognitive mentre il loro peso cominciava a normalizzarsi.

Troppo grasso nel corpo, dicono i ricercatori, produce infiammazione cronica, che stimola le cellule microglia a dare una risposta autoimmune.

Le microglia, sono cellule che, nel tessuto nervoso, svolgono la funzione di “spazzini” e contribuiscono a sostenere la funzione e la salute dei neuroni.

Tuttavia, come i topi dello studio diventavano obesi, le loro microglia sembravano concentrate sull’ eccesso di cibo.

Normalmente nel cervello, le microglia sono costantemente in movimento ma nell’obesità, dice lo studio, smettono di muoversi e iniziano a mangiare le sinapsi.

Quando le microglia iniziavano a mangiare le sinapsi, i topi dello studio non imparavano più in modo efficace.

La ricerca è stata fatta su dei topi maschi. Un gruppo di animali ha seguito una dieta in cui circa il 10 per cento delle calorie proveniva dai grassi saturi e un altro gruppo ha fatto un’altra dieta in cui vi era il 60 per cento di grassi.

A quattro, otto e dodici settimane, gli scienziati hanno preso una serie di misure metaboliche, come il peso, l’assunzione di cibo, il livello di insulina e i livelli sierici di glucosio.

Hanno anche misurato, nell’ippocampo, il centro di apprendimento e della memoria, i livelli dei marcatori sinaptici.

Hanno misurato, pure, i livelli delle citochine infiammatorie, che la microglia può produrre.

Dopo 12 settimane i topi che avevano ingerito grassi non solo erano ingrassati ma avevano livelli di citochine elevate e una riduzione della funzione delle sinapsi.

Continuando una dieta ricca di grassi gli animali ingrassavano sempre di più, mostravano più infiammazione e perdevano sinapsi.

Le loro microglia, cellule che nel tessuto nervoso svolgono la funzione di “spazzini” continuavano ad appassire.

Harry: la morte di mia madre Diana ha lasciato un vuoto incolmabile

Il principe Harry ha detto che la scomparsa di sua madre Diana ha lasciato “un vuoto che non potrà mai essere colmato”.

Visitando il Lesotho, il giovane ha detto di non essersi mai veramente ripreso dalla morte della madre.

La principessa Diana era morta nel 1997 a Parigi, in un tragico incidente stradale sotto il tunnel dell’Alma. Harry, allora, aveva solo 12 anni.

Il principe è stato in visita a Lesotho, in Africa, per partecipare all’apertura di un centro che prende il nome dalla principessa Diana e che aiuta i bambini svantaggiati o che vivono con il virus dell’AIDS.

“Le nostre situazioni sono diverse, ma ho sentito un forte collegamento con la maggior parte dei bambini che ho incontrato. Erano molto più giovani di me e, naturalmente, la loro situazione era molto più difficile della mia. Ma condividiamo lo stesso senso di perdita, di non avere più qualcuno che si ama, nel mio caso uno dei miei genitori… Come loro, so che questo enorme vuoto non potrà mai essere riempito”.

Harry ha detto che la sua volontà di impegnarsi gli è venuta da sua madre, la principessa Diana, che non ha mai esitato a visitare le famiglie in difficoltà, i malati o bambini di strada.

Gli uomini muoiono di diabete più delle donne

Gli uomini hanno più probabilità di morire di diabete che le donne, secondo un nuovo studio fatto nell’Università di Copenaghen.

La cura del diabete riduce la mortalità, nelle donne, ma non gli uomini.

Dallo studio è emerso che le donne accettano la malattia e, per loro, la gestione della malattia è più facile, cosa che può influire sui risultati a lungo termine.

La tendenza degli uomini a non avere una buona auto-gestione deve indurre a ripensare il modo di fornire le cure mediche agli uomini e alle donne, secondo lo studio pubblicato sulla rivista ‘Diabetologia’.

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