Rischio leucemia per bambini che vivono vicino a un’autostrada

I bambini che crescono molto vicino a un’autostrada hanno più rischio di sviluppare la leucemia.

L’ipotesi viene da uno studio dell’Istituto di medicina sociale e preventiva dell’Università di Berna.

I ricercatori hanno scoperto un legame tra il luogo di residenza e i casi di cancro, nei bambini colpiti dal tumore tra il 1985 e il 2008.

Oltre a una certa predisposizione genetica, l’inquinamento atmosferico, i gas di scarico dei veicoli a motore contenenti benzene e altre sostanze cancerogene, aumentano il rischio di leucemia nei bambini.

Lo studio ha trovato un aumento significativo del rischio di cancro nei bambini che avevano vissuto a 100 metri da un’autostrada, rilevando che in quelli che avevano meno di quattro anni, il rischio di leucemia era circa due volte superiore, quando vivevano a 100 metri da una strada principale.

È noto che l’elevata esposizione al benzene sul posto di lavoro può causare leucemia negli adulti.

Lo studio svizzero è stato pubblicato sull”European Journal of Epidemiology’.

Vivere con un cane aiuta i bambini a evitare l’asma

Un grande studio svedese pubblicato su JAMA Pediatrics ha trovato che vivere con un animale domestico e soprattutto un cane, riduce del 13% il rischio di sviluppare l’asma nei bambini.

Lo studio è stato condotto nell’Università di Uppsala, in Svezia. Gli scienziati hanno ripresero i dati corrispondenti a un milione bambini di sette anni o meno.

Esaminando la presenza o no di animali in casa, le sindromi respiratorie e le prescrizioni di farmaci per l’asma, relativamente al periodo 2001 – 2010, i ricercatori hanno trovato che vivere con un cane riduce del 13% il rischio di sviluppare l’asma e che il contatto con gli animali, in generale, riduce il rischio di avere l’asma del 52%.

I ricercatori svedesi non sanno perché un animale può far bene, ma pensano che i microrganismi e l’endotossina degli animali migliori e rafforzi la capacità respiratoria dei bambini, oltre a rafforzare il loro sistema immunitario.

I bambini allergici agli animali domestici però possono peggiorare la loro asma in caso di coabitazione.
I ricercatori, in questi ultimi casi, raccomandano di vietare la presenza dell’animale nelle camere dei più piccoli, di lavare gli animali regolarmente e di lavare le mani e il viso dei bambini allergici.

La soia può ridurre il rischio di osteoporosi

Un nuovo studio dice che una dieta a base di soia può ridurre la perdita ossea e l’insorgenza dell’osteoporosi, una condizione di cui soffrono molte donne anziane.

I risultati dello studio fatto nell’Università di Hull, nel Regno Unito, hanno mostrato che gli alimenti ricchi di proteine e degli isoflavoni della soia hanno effetti protettivi sulla salute delle ossa, nelle donne in menopausa.

I risultati preliminari dello studio sono stati presentati nella Conferenza annuale della Society for Endocrinology di Edimburgo.

Nello studio, 200 donne in menopausa precoce hanno ricevuto una supplemento quotidiano a base di proteine di soia con 66 mg di isoflavoni o un integratore con sole proteine di soia, per un anno e mezzo.

Dei campioni di sangue sono stati prelevati alle donne per un periodo di 6 mesi. I ricercatori hanno misurato i marker delle ossa, tra cui la proteina βCTX, un indicatore di perdita dell’osso, e il P1NP, l’indicatore più sensibile della formazione dell’osso.

I risultati hanno mostrato che le donne che avevano preso supplementi con proteine di soia e isoflavoni avevano avuto più bassi livelli di βCTX delle donne che avevano preso solo i supplementi quotidiani della sola proteina di soia.

Le donne che avevano assunto la soia e gli isoflavoni avevano avuto, dunque, un minore tasso di perdita dell’osso, riducendo il loro rischio di sviluppare l’osteoporosi.

Gli isoflavoni hanno funzione simile a quella degli estrogeni.

Nelle donne la caduta degli estrogeni dopo la menopausa espone frequentemente all’insorgenza dell’osteoporosi.

Energia nel terzo mondo con gli escrementi umani

Il biogas ottenuto dalle deiezioni umane potrebbe essere una fonte di energia in grado di produrre elettricità per 138 milioni di case, migliorando i servizi igienico-sanitari nei paesi in via di sviluppo, secondo un rapporto delle Nazioni Unite, pubblicato martedì.

Del biogas, al 60% di metano, può essere derivato dagli escrementi umani nel mondo, secondo uno studio fatto in Canada.

Inoltre, i residui, essiccati e carbonizzati degli escrementi, potrebbero produrre materiale equivalente al carbone e ridurre la distruzione degli alberi.

Secondo le stime delle Nazioni Unite, quasi un miliardo di persone nel mondo non usa i servizi igienici, di cui circa il 60% in India.

Se questi escrementi fossero recuperati, potrebbero produrre del biogas e, quindi, energia elettrica per 10 – 18 milioni di famiglie, soprattutto nelle zone rurali dei paesi in via di sviluppo.

Il trattamento dei rifiuti potrebbe produrre l’equivalente di 4.8 – 8,5 milioni di tonnellate di carbone da utilizzare, ad esempio, come carburante per le caldaie industriali.

Tale recupero degli escrementi umani per produrre energia avrebbe anche il vantaggio di fornire dei servizi igienici a tutte queste persone, migliorando notevolmente l’igiene.

La mancanza di servizi igienico-sanitari in molti paesi in via di sviluppo è responsabile del 10% delle malattie nel mondo, secondo gli autori dello studio.

Ricicliamo già efficacemente le sostanze nutrienti degli escrementi in agricoltura in molte parti del mondo, ma il potenziale energetico di questi rifiuti è stato ampiamente ignorato fino ad oggi, ha detto Chris Metcalfe, della Trent University in Ontario, Canada, uno dei co-autori dello studio.

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