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Ciambelle marchigiane

Crescerà? Non crescerà? Il forno sarà caldo uniformemente e al punto giusto? Erano queste le domande che si facevano le famiglie marchigiane quando si preparavano le ciambelle per Pasqua. Mentre le donne impastavano nella madia, gli uomini scaldavano il forno in mattoni. Era davvero un’opera d’arte sia fare le ciambelle, sia scaldare il forno in modo giusto. Il buon sapore era comunque assicurato, anche se le ciambelle non crescevano tanto e la lessatura non era stata fatta a regola d’arte. Sono tradizioni ormai quasi perdute e oggi le ciambelle si comperano nei supermercati. Sono tutte belle alte e friabili, ma il sapore di una volta non c’è più.

Ecco una ricetta antica:

Ingredienti:
1 kg di farina
10 uova
1 cucchiaino di zucchero per ogni uovo
1 cucchiaino di sale per ogni uovo
130 gr di olio
13 gr di mistrà
1 bustina di cremor tardaro da 8 gr o cartina della farmacia

Preparazione:
Impastare tutti gli ingredienti (mettendo il mistrà in ultimo, prima dell’ultima manciata di farina), ottenere una pasta morbida con cui formare delle ciambelle. Metterle a bollire nell’acqua salata con un pizzico di sale e 1 cucchiaio d’olio. Quando l’acqua bolle, staccare le ciambelle dal fondo e far riprendere il bollore per circa 7 – 8 minuti.
Tirar fuori le ciambelle, asciugarle, inciderle intorno.
Cuocere in forno 220-250.
Far raffreddare. Guarnire con la fiocca o spolverare di zucchero a velo.

Fiocca:
è una glassa ottenuta con degli albumi sbattuti a neve (7), dello zucchero (800 gr) e un goccio di limone. Spennellare le ciambelle con la fiocca. Guarnire con confettini colorati.