Scoperto 2012 VP113, un nuovo pianeta nano

Gli astronomi, cercando al di là di Plutone, hanno scoperto un nuovo pianeta nano, che potrebbe avere 10 volte le dimensioni della terra.

Intorno alle frange scure del sistema solare, il nuovo pianeta nano, chiamato 2012 VP-113, conferma l’esistenza della “nube di Oort” un’interplanetaria terra di nessuno, che si credeva fosse vuota, ma, che potrebbe essere brulicante di corpi celesti rocciosi.

Scott Sheppard, astronomo della Carnegie Institution for Science, e Chadwick Trujillo del Gemini Observatory nelle Hawaii, hanno descritto il nuovo corpo celeste scoperto, su ‘Nature’.

2012 VP-113 misura circa 450 chilometri e dista dal Sole circa 80 volte l’Unità Astronomica (Ua), ossia la distanza tra la Terra e il Sole (circa 11,9 miliardi di chilometri).

Si trova, perciò, ben oltre la fascia di Kuiper, un gelido campo di detriti che sta oltre l’orbita di Nettuno, tra 30 e 55 unità astronomiche, da cui si crede provenga l’altro pianeta nano, scoperto nel 2003, chiamato Sedna.

Sheppard e Trujillo hanno voluto cercare ulteriori corpi celesti simili a Sedna, dimostrando che esso non è un’anomalia.

Gli scienziati hanno stimato che ci potrebbero essere circa 1000 oggetti nella nube di Oort con diametri di 1000 chilometri o più. Alcuni di loro potrebbe essere grandi quanto Marte.

Imparare più velocemente con la corrente elettrica

Dei ricercatori americani hanno alterato la capacità di apprendimento di alcuni volontari facendo passare una corrente elettrica nel loro cervello.

In uno studio, pubblicato sul ‘Journal of Neuroscience’, dei volontari sono stati sottoposti a delle scosse elettriche di pochi minuti, per un esercizio di apprendimento.

Studi precedenti avevano già mostrato che quando si fa un errore, di cui ci si rende conto, il cervello emette delle onde cerebrali caratteristiche.

Utilizzando degli elettrodi conduttivi i ricercatori hanno applicato la stimolazione elettrica per 20 minuti, agendo su specifiche regioni cerebrali.

Con questa tecnica, chiamata stimolazione transcranica, una piccola corrente ha attraversato la pelle, i muscoli, le ossa e il cervello dei volontari.

La corrente era comunque così fiacca che dava solo un piccolo prurito per pochi secondi.

Dopo 20 minuti di stimolazione, nello studio, i volontari dovevano rispondere rapidamente alle domande premendo dei pulsanti, mentre la loro attività cerebrale veniva misurata.

Il team di ricercatori ha scoperto che con la stimolazione i volontari facevano un minor numero di errori nelle risposte e rispondevano più rapidamente, fino a 5 ore dopo stimolazione.

Per il team americano, con la stimolazione, oltre al miglioramento dell’apprendimento, si potrebbero anche ottenere dei benefici clinici per il trattamento di malattie come la schizofrenia e il disturbo da deficit di attenzione.

Le capre sono molto più intelligente di quanto si pensi

Le capre possono imparare a risolvere velocemente dei compiti complessi e ricordare ciò che hanno appreso per almeno 10 mesi, secondo un nuovo studio britannico.

I ricercatori della Queen Mary University di Londra, sono stati in grado di insegnare a un gruppo di capre a procurarsi il cibo da una scatola tirando una leva con la bocca per poi sollevare il coperchio.

Le capre che avevano imparato il meccanismo, dieci mesi più tardi erano ancora in grado di farlo.

Gli animali avevano imparato il funzionamento del sistema in meno di dodici prove e avevano bisogno di meno di due minuti per ricordare la procedura, dieci mesi più tardi.

“Questo potrebbe spiegare perché questi animali sanno colonizzare nuovi ambienti con successo”, ha detto Alan McElligott, co-autore dello studio.

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista “Frontiers in Zoology”.

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