Gravidanza: attenzione agli antidolorifici contenenti paracetamolo

Le donne in gravidanza dovrebbero stare attente ad assumere gli antidolorifici. Un nuovo studio ha trovato che il paracetamolo assunto da una donna incinta potrebbe provocare nei bambini la sindrome da deficit di attenzione e iperattività.

Lo studio, fatto su più di 64.000 donne danesi, tra il 1996 e il 2002, ha trovato che le donne che avevano assunto il paracetamolo, durante la gravidanza, avevano un rischio del 37 per cento più alto di avere un figlio affetto da deficit di attenzione e iperattività.

Lo studio, pubblicato sul Journal of American Medical Association (JAMA) Pediatrics, consiglia alle donne incinte di non esagerare con gli antidolorifici, mentre altri studi devono essere fatti per stabilire il reale rapporto di causa – effetto tra l’assunzione di paracetamolo in gravidanza e i disturbi comportamentali dei bambini.

La ricerca è stata condotta da Zeyan Liew, della University of California, Los Angeles, e da Jorn Olsen dell’Università di Aarhus in Danimarca.

L’aceto uccide i batteri, anche quelli resistenti ai farmaci

L’aceto è efficace, senza essere tossico, contro i batteri resistenti ai farmaci e i batteri comuni che costituiscono un pericolo per la salute soprattutto negli ospedali e nelle cliniche secondo un nuovo studio pubblicato su ‘mBio’.

Il lavoro, fatto da un team internazionale di ricercatori, tra cui Howard Takiff, del Venezuelan Institute of Scientific Investigation (IVIC) di Caracas e Catherine Vilchèze e Jacobs, Jr. William dell’Albert Einstein College of Medicine di New York, ha trovato per caso che l’aceto può essere veramente utile.

Una soluzione del sei per cento di aceto nell’acqua applicata agli strumenti e alle superfici delle strutture mediche per 30 minuti, uccide i batteri che causano la tubercolosi e la lebbra e addirittura i micobatteri della tubercolosi resistenti ai farmaci.

La scoperta è importante, per la prevenzione della diffusione delle malattie, dato che la maggior parte dei paesi in via di sviluppo non può permettersi apparecchiature o prodotti chimici per impedire la diffusione dei batteri che causano la tubercolosi, la lebbra e altre malattie.

Anche i paesi più sviluppati stanno combattendo continuamente contro i batteri resistenti ai farmaci.

L’obesità in Europa riguarda un terzo dei ragazzi

L’obesità giovanile è sempre più preoccupante in Europa, soprattutto tra i giovani, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

In uno studio, condotto in 23 paesi, è emerso che fino al 27% dei 13enni e fino al 33% dei bambini di 11 anni è in sovrappeso nel continente.

L’obesità sta guadagnando terreno per due ragioni, secondo Zsuzsanna Jakab, direttore dell’OMS per l’Europa: la mancanza di attività fisica e il consumo di prodotti ricchi di zucchero, sale e grassi.

L’obesità nei bambini di 11 anni ha raggiunto i massimi livelli in Grecia, Portogallo, Irlanda e Spagna e livelli più bassi nei Paesi Bassi e in Svizzera, secondo lo studio.

Nei 23 paesi in cui è stato condotto lo studio, oltre il 30% delle persone di 15 anni e più non pratica abbastanza esercizio fisico.

L’OMS raccomanda di fare almeno 60 minuti di attività al giorno ai bambini che hanno dai 5 ai 17 anni e almeno 150 minuti di moderata attività fisica, ogni settimana, agli adulti.

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