Papa Francesco: “le parole possono uccidere”

Domenica, all’Angelus, il Papa ha detto che si può uccidere anche con le parole, la calunnia e l’ira.

Di fronte alle migliaia di persone, giunte in piazza San Pietro, papa Francesco ha ricordato che “Cristo non dà importanza semplicemente all’osservanza disciplinare e alla condotta esteriore. Egli va alla radice della Legge, puntando soprattutto sull’intenzione e quindi sul cuore dell’uomo, da dove prendono origine le nostre azioni buone o malvagie”.

Il Pontefice all’Angelus ha raccomandato ai fedeli di “non avere la lingua di serpente”, di “non sparlare e non fare chiacchiere, che possono uccidere la fama delle persone e avvelenare”.

Il Pontefice argentino, in diversi interventi, ha criticato l’abitudine di fare pettegolezzi, mettendo in guardia sui pericoli che questi possono avere.

“All’inizio, può sembrare una cosa piacevole, anche divertente, come una caramella. Ma alla fine ci riempie il cuore di amarezza e avvelena anche noi”, ha osservato il Papa, aggiungendo: “sono convinto che se ognuno di noi facesse il proposito di evitare le chiacchiere, alla fine diventerà santo”.

La riflessione del Papa è partita dal “discorso della montagna”, che nel capitolo V del Vangelo di San Matteo, narra dell’atteggiamento di Gesù nei confronti della legge ebraica.

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