Hiv: profilassi pre-esposizione, dubbi sulla terapia

Durante la VII Conferenza italiana su Aids e retrovirus (Icar), che si è aperta a Riccione, ricercatori, rappresentanti delle Associazioni di pazienti, di istituzioni e di aziende, si confrontano sulla PrEP (profilassi pre-esposizione) in Europa e Usa. Questa è una terapia antiretrovirale che permette di prevenire l’infezione da Hiv: si basa sull’assunzione di una pillola, già sperimentata, in persone non sieropositive, in America. Numerosi gli studi a riguardo, che tengono sotto controllo le statistiche relative soprattutto alla popolazione omosessuale. Da un lato, ci sono i numeri del successo della PrEP (86% di riduzione della trasmissione del virus), le speranze e le attese di chi la considera l’unico strumento di prevenzione contro l’HIV. Dall’altro, i timori e i pareri contrari di chi ritiene siano altre le priorità attuali nella lotta all’HIV e teme che la PrEP sia solo una difesa contro il virus, efficace tanto quanto il preservativo, ma con ricadute economiche e sociali non prevedibili.

LA TAVOLA ROTONDA SULLA PrEP – ICAR ospita nella Tavola Rotonda “PrEP: is it the right time to act” (martedì 18 maggio, ore 15.00-16.00, Auditorium Concordia Hall, moderata da G.M. Corbelli, E. Girardi, C.Mussini) i ricercatori che hanno condotto gli studi clinici più noti e recenti (Sheena Mc Cormick per lo studio PROUD e Eric Cua per l’IPERGAY), insieme a Roy M.Gulick, infettivologo USA con anni di esperienza in questo ambito, e a Sabrina Spinoza Guzman, dell’Agenzia europea regolatoria sui farmaci, insieme alle Associazioni di persone con HIV e alla comunità scientifica infettivologica.

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