Ex contabile di Auschwitz chiede perdono

Nel primo giorno del suo processo in Germania, Oskar Gröning, ex impiegato del campo di concentramento di Auschwitz, si è “scusato” con le vittime dell’Olocausto e si è assunto la sua “colpa morale”, anche se ha voluto distinguere il suo ruolo da quello dei carnefici.

“Non c’è dubbio che condivido una colpa morale” ha detto l’ex membro delle SS, 93 anni, chiedendo perdono.

L’udienza che si è svolta in presenza di 67 parti civili, dei superstiti e dei discendenti delle vittime, è stata tradotta simultaneamente in inglese, ebraico e ungherese.

Gröning, vedovo, pensionato, con due figli di 65 e 70 anni, ha detto di aver aderito volontariamente ai Waffen SS, la milizia nazista, nell’ottobre del 1940 e di essere stato trasferito ad Auschwitz nel 1942, posto in cui era rimasto fino all’autunno del 1944.

L’imputato ha detto che il suo lavoro consisteva nella “prevenzione dei furti” dei bagagli dei deportati e che non aveva niente a che fare con gli omicidi e ha insistito nel dire di aver chiesto di essere trasferito al fronte, invano, “scioccato” dalle scene a cui aveva partecipato.

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