La lettera dell’FBI che istigava Martin Luther King al suicidio

Una lettera del 1964, inviata a Martin Luther King e ufficiosamente redatta dall’FBI è stata ritrovata nella sua versione non censurata ed è stata pubblicata dal New York Times.

Il documento storico, trovato negli archivi nazionali del Maryland, aveva l’obiettivo di destabilizzare l’attivista per i diritti umani e di spingerlo al suicidio.

Certamente, l’esistenza di questa lettera era già nota. Ma molti elementi erano stati nascosti al pubblico.

Non solo la missiva accusava l’attivista dei diritti civili di essere un “vizioso”, uno “stupido” e un “debosciato”, ma asseriva anche che la sua fine era vicina.

Alla fine della lettera, l’autore diceva chiaramente a Martin Luther King: “sei finito”, “hai solo una cosa da fare, sai quale”.

Dopo aver ricevuto questa lettera, Martin Luther King aveva parlato della missiva con alcuni dei suoi parenti, dicendosi certo che l’FBI ne fosse l’autore.

La lettera, scritta a macchina e giunta in forma anonima, accusava il pastore di essere “un diavolo, una bestia anormale”.

Accompagnata da una registrazione audio, voleva dimostrare che il pastore aveva una relazione extraconiugale, che minacciava di rendere pubblica.

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