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Quando papa Francesco ha rubato il crocifisso a un sacerdote morto

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Siamo tutti peccatori ha detto più di una volta Papa Francesco. E ieri ha sorpreso tutti con un’insolita confessione.

Al termine dell’incontro con i parroci di Roma, finita la meditazione sulla misericordia, il Papa ha raccontato di aver rubato una croce alla salma di un un amico sacerdote.

Il sacerdote morto si chiamava padre José Aristi, era un sacramentino e per tutta la vita aveva fatto il confessore a Buenos Aires, nella basilica del Santissimo Sacramento, ma era morto in solitudine.

“Io abitavo nella Curia, dove ogni mattina, presto, scendevo al fax a guardare cosa fosse arrivato”, ha raccontato Bergoglio.

Il mattino di Pasqua ho letto un messaggio in cui si diceva: “Ieri prima della veglia è mancato il padre Aristi”.

Credo che avesse 94 o 96 anni, ha spiegato il Papa, continuando il suo racconto.

Per pranzo, nel giorno di Pasqua, dovevo andare dai preti della casa di riposo, ma finito il pranzo andai alla chiesa di padre Aristi. Scesi nella cripta, il padre era nella bara, c’erano solo due vecchiette in un angolo che pregavano e nessun fiore, ha raccontato il Papa.

“Ma quest’uomo – mi dissi, ha continuato Bergoglio – ha perdonato i peccati a tutto il clero e ora non ha un fiore… Così sono salito, sono andato in una fioreria per strada e ho comprato dei fiori, delle rose. Poi ho cominciato a preparare la bara con i fiori”.

Allora – ha detto ancora papa Francesco – ho guardato il rosario che il padre aveva tra le mani. E subito mi è venuto in mente – quel ladro che tutti noi abbiamo dentro, no?

“Mentre sistemavo i fiori ho preso la croce del rosario, e con un po’ di forza l’ho staccata”, ha raccontato ancora Bergoglio, aggiungendo che in quel momento aveva guardato il morto e gli aveva detto: “Dammi la metà della tua misericordia”.

“Ho sentito una cosa forte che mi ha dato il coraggio di fare questo e di fare questa preghiera! E poi, quella croce l’ho messa qui, in tasca. Le camicie del Papa non hanno tasche, ma io sempre porto qui una busta di stoffa piccola, e da quel giorno fino ad oggi, quella croce è con me. E quando mi viene un cattivo pensiero contro qualche persona, la mano mi viene qui, sempre. E sento la grazia! Sento che mi fa bene. Quanto bene fa l’esempio di un prete misericordioso, di un prete che si avvicina alle ferite…”, ha concluso.

Per Bergoglio, la Chiesa oggi deve essere pensataa come un ‘ospedale da campo’, perché c’è bisogno di curare le ferite, tante ferite”.

“Misericordia – ha spiegato il Papa – significa prima di tutto curare le ferite. Quando uno è ferito, ha bisogno subito di questo”.

Per il Pontefice, il prete è chiamato “ad avere un cuore che si commuove: i preti ‘asettici’ non aiutano la Chiesa”.

Padre José Aristi, il sacerdote morto, a cui Bergoglio ha rubato la croce, aveva anche confessato Giovanni Paolo II, quando era andato in Argentina.

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