Stuprata da Woody Allen: parla la figlia adottiva

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La figlia adottiva di Woody Allen e di Mia Farrow, Dylan, sabato ha pubblicato una lettera aperta su un blog del New York Times, in cui racconta le circostanze in cui il famoso regista l’avrebbe violentata nel 1992, mentre aveva solo sette anni.

“Quando avevo sette anni, Woody Allen mi prese per mano e mi condusse in soffitta al secondo piano della nostra casa – ha scritto Dylan nella sua lettera aperta. Mi disse di stendermi e di giocare con il trenino di mio fratello. Poi mi aggredì sessualmente. Nello tempo stesso mi parlava, sussurrando che ero una bella ragazza, che era il nostro segreto, promettendomi che saremmo andati a Parigi e che mi avrebbe fatto diventare una star coi suoi film”.

Le violenze si sarebbero ripetute in diverse occasioni, secondo la giovane donna, oggi 28enne, che nella sua lettera aperta ripete come detestasse tutti questi approcci di suo padre.

Queste cose sono successe tante volte, ed erano così ben mimetizzate che mia madre non sospettava nulla. Mi avrebbe protetto se avesse saputo, dice Dylan.

Ho pensato che fossero atteggiamenti normali e che i padri mostrassero così di amare le loro figlie.

La giovane donna racconta, poi, di aver parlato della cosa con sua madre, senza immaginare il putiferio scaturito e che avrebbe dovuto raccontare le stesse cose infinite volte, ai medici e ai legali.

Nel 1992, Mia Farrow accusò Woody Allen di aver molestato Dylan. L’attrice ha poi innescato un conflitto feroce con il regista per la custodia dei loro figli dopo aver scoperto che Allen aveva una relazione con un’altra delle sue figlie adottive, Soon-Yi Previn, che poi Woody Allen, 78 anni, sposò nel 1997.

Woody Allen non è mai stato condannato per alcun crimine, dice Dylan nella sua lettera, accusando il patrigno per il disturbo alimentare che ha sviluppato più tardi, per la sua paura di essere avvicinata dagli uomini, per le mutilazioni e tagli autolesionistici che si è auto-inflitta.

Ciò che ha reso questo calvario ancora più terribile, scrive ancora Dylan Farrow è come la comunità di Hollywood ha risposto alle accuse e alle rivelazioni.

Gli amici hanno chiuso i loro occhi su quello che stava accadendo, spiega Dylan Farrow, mentre i media e le celebrità rendevano omaggio ad Allen per i suoi contributi al mondo del cinema.

Verso la fine della sua lettera, la figlia adottiva del regista chiede agli attori e alle attrici che hanno lavorato con il celebre regista di vedere Woody Allen da un’altra angolazione, quella di un genitore.

“Woody Allen è la testimonianza vivente di come la nostra società non difenda le vittime della violenza sessuale e degli abusi”, conclude.

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