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No alle app che insultano per far dimagrire

Filed under Tecnologia

I medici italiani hanno messo in guardia contro le “app” che cercano di stimolare il dimagrimento anche ricorrendo alle offese, come le giapponesi “Neshou” e “Hey Fattie!”, che pare si stiano diffondendo in Italia tra gli adolescenti.

Figlie del nostro tempo, le applicazioni per telefonini sono nate con uno fine nobile, magari per aiutare le persone comuni, che non possono permettersi un personal trainer, come le star, a raggiungere degli obiettivi, come fare sport, alimentarsi in modo sano, ridurre lo stress.

Se alcuni sviluppatori hanno già preso l’abitudine di lavorare con le più prestigiose università americane e con importanti compagnie di assicurazione, per creare delle “app”, in grado di aiutare la gente, è anche vero che queste applicazioni, talora sono utilizzate anche da bambini e adolescenti.

“L’autogestione della dieta è importante ma va accompagnata, soprattutto nelle prime fasi, da specialisti”, ha detto Giovanna Cecchetto presidente dell’Associazione nazionale dietisti italiani.

“Bisogna stare attenti – ha osservato la specialista – perché diete standardizzate come quelle proposte non sono affatto adatte agli adolescenti, ai quali più che un un rigido regime alimentare serve un supporto educativo”.

Senza contare che delle “app”, basate sugli insulti, possono minare l’autostima, già fragile di un adolescente.

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