Anche le mummie avevano placche aterosclerotiche

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Alcuni studi, fatti sulle mummie, hanno mostrato che pure gli uomini vissuti circa 2.000 a.C. avevano le arterie intasate ed erano soggetti all’aterosclerosi. Il fenomeno, dunque, non è dovuto allo stile di vita moderno, al fumo, all’eccesso di cibo e all’inattività.

mummiaLa scoperta, pubblicata sulla rivista medica Lancet, getta dubbi sulla malattia, che provoca indurimento delle arterie con conseguenti attacchi cardiaci e ictus.

Per il loro studio, i ricercatori hanno sottoposto a tomografia computerizzata 137 mummie provenienti da Egitto, Perù, sud-ovest America e Alaska.

Le mummie erano di persone che avevano vissuto in un periodo compreso tra i 4.000 e i 2.000 a.C.

Le scansioni hanno evidenziato che più di un terzo delle mummie aveva calcificazioni nelle arterie.

Le mummie delle persone anziane avevano maggiori calcificazioni di quelle dei più giovani, proprio come gli esseri umani di oggi.

La presenza dell’aterosclerosi negli antichi esseri umani suggerisce che la malattia è una componente intrinseca dell’invecchiamento umano e che non è necessariamente associata alla dieta o a uno stile di vita scorretto, dice lo studio.

Questo, secondo gli esperti, non significa che lo stile di vita non abbia influenza e che non contribuisca allo sviluppo dell’aterosclerosi, ma solo che siamo tutti a rischio di aterosclerosi.

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