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NanoInnovation: a Roma si parlerà di nanotecnologie

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Di nanotecnologie e delle sue svariate applicazione se ne parlerà

nella 4 giorni di NanoInnovation a Roma dall’11 al 14 settembre 2018

 

Una full immersione per discutere di nanotecnologie nelle sue molteplici sfaccettature; un mercato che negli ultimi anni ha registrato un’impennata esponenziale, grazie ai settori industriali a cui si rivolge e che coinvolgono inevitabilmente la vita di milioni di persone

 

Non è un caso che con il termine “Nanoscienze” si intenda l’insieme delle competenze derivanti da discipline diverse che vanno dalla fisica quantistica, alla chimica supramolecolare, alla biologia molecolare e alla scienza dei materiali, utilizzate con il fine di studiare i fenomeni e la manipolazione di materiali su scala atomica e molecolare.

“Lo sviluppo delle nanotecnologie – spiega il Prof. Marco Vittori Antisari, presidente di NanoItaly – richiede il contributo sinergico di un ampio spettro di discipline specifiche che spesso presentano una storica difficoltà di dialogo. Inoltre, l’ approccio fortemente interdisciplinare talvolta maschera punti di riferimento consolidati e rende più difficoltoso il dialogo fra l’offerta e la richiesta di tecnologia e delle connesse risorse umane, soprattutto per quanto riguarda i giovani. In questo contesto – prosegue Vittori Antisari – si inserisce Nanoinnovation che si propone, oltre che come convegno dedicato all’ aggiornamento ed alla discussione di tematiche specifiche, come forum di incontro della vasta e multidisciplinare comunità attiva sui diversi aspetti delle nanotecnologie con l’ obiettivo di contribuire alla formazione di una coesa comunità nazionale che connetta chi opera nel mondo scientifico, tecnologico ed industriale”.

Una disciplina, quella delle nanotecnologie, che parte dal lontano 1959,  grazie all’ intuizione di  Richard Feynman, premio nobel nel 1995 per la Fisica, ritenuto tutt’oggi il padre  di questa affascinante scienza. In realtà, già dall’ antichità esistono delle testimonianze in tal senso, come la coppa di Licurgo di epoca romana, risalente al IV secolo. La coppa è costruita con vetro dicroico e mostra un colore diverso a seconda del modo in cui la luce passa attraverso di essa: rosso quando illuminata da dietro e verde quando illuminata frontalmente. Anche gli alchimisti medievali, attorno al 400 d.C.,  erano riusciti a realizzare dei vetri con colorazioni diverse grazie alla dispersione di nano particelle. Due esempi indicativi sono osservabili nella Basilica Santa Maria Novella a Firenze e la Cattedrale di Notre Dame a Parigi nelle quali le nanoparticelle conferiscono i colori giallo e rosso alle vetrate.

 

Oggi le nanoparticelle, a volte in maniera del tutto inconsapevole, fanno parte della nostra quotidianità. Dalle migliori racchette al mondo realizzate con nano tubi di carbonio e nano particelle di silicio, ai materiali isolanti per le costruzioni, dalle luci a LED, alle applicazioni nel campo della chimica, della biologia e dell’elettronica, sono moltissime le applicazioni che vedono protagonisti i nanomateriali.

 

L’arrivo delle nanotecnologie sta infatti cambiando anche le strategie di cura di alcune malattie, con l’introduzione di nuovi farmaci che sono studiati appositamente per colpire le zone malate. E proprio per le dimensioni  ridottissime  è possibile, sempre in campo medico, qualsiasi controllo della materia a livello delle molecole e degli atomi entrando nel corpo umano senza invasività e  diagnosticando le malattie in modo più preciso, addirittua ricostruendo eventuali parte danneggiate. Insomma, oggi le nanotecnologie sono una realtà ben radicata nella nostra vita che, non solo identifica una tecnologia ben determinata nella ricerca e nello svuiluppo, ma promette una vera e propria innovazione in un futuro molto vicino.

 

D’altra parte la ricerca di materiali in scala ridottissima permette di sfruttare alcune qualità della materia che non sarebbero state possibili fino a qualche anno fa. La domanda di materiali tecnologicamente sempre più avanzati da parte dell’industria è in continua crescita,  lo stanziamento di importanti investimenti sia pubblici che privati sono la prova emblematica che questa scienza sia destinata a diventare uno dei carri trainanti per l’economia mondiale.

 

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