Papa Bergoglio: una Chiesa che include

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papa.francescoA fine agosto, papa Francesco ha rilasciato un’intervista a ‘La Civiltà Cattolica’, la pubblicazione storica della Compagnia di Gesù.

Nella lunga intervista di 29 pagine, Jorge Bergoglio ha detto che bisogna accompagnare con misericordia i divorziati, i gay e le donne che hanno abortito.

Ha fatto presente che egli evita di parlare di questi problemi, perché è necessario farlo contestualmente e non insistentemente, imponendo modalità di addottrinamento.

“Io non ho parlato molto di queste cose, e questo mi è stato rimproverato”, ha detto il Papa argentino, osservando: “Il parere della Chiesa, del resto, lo si conosce, e io sono figlio della Chiesa, ma non è necessario parlarne in continuazione”.

Sui divorziati risposati, papa Francesco ha detto: “Bisogna sempre considerare la persona. Nella vita Dio accompagna le persone, e noi dobbiamo accompagnarle a partire dalla loro condizione”.

Per il Papa bisogna curare, anche con la predicazione, ogni tipo di malattia e di ferita.

“Io vedo con chiarezza che la cosa di cui la Chiesa ha più bisogno oggi è la capacità di curare le ferite e di riscaldare il cuore dei fedeli”, ha detto papa Bergoglio, confessando di considerare la Chiesa come “un ospedale da campo dopo una battaglia” dove bisogna essere pronti a curare le ‘ferite’ dei ‘malati'”, cominciando dal basso”.

Per papa Francesco, una Chiesa che è “ossessionata dalla trasmissione disarticolata di una moltitudine di dottrine da imporre con insistenza”, “rischia di cadere come un castello di carte, di perdere la freschezza e il profumo del Vangelo”.

“La proposta evangelica – per Bergoglio – deve essere più semplice, profonda, irradiante”, perché “è da questa che poi vengono le conseguenze morali”.

Questa Chiesa è la casa di tutti, “non una piccola cappella che può contenere solo un gruppetto di persone selezionate”, ha osservato il Papa, pronunciandosi per una religiosità misericordiosa inclusiva.

“Io – ha detto il Papa – ho una certezza dogmatica: Dio è nella vita di ogni persona, Dio è nella vita di ciascuno. Anche se la vita di una persona è stata un disastro, se è distrutta dai vizi, dalla droga o da qualunque altra cosa, Dio è nella sua vita. Lo si può e lo si deve cercare in ogni vita umana”.

Anche sul relativismo, Jorge Bergoglio ha detto di non considerarlo un male se “è inteso in senso biblico, per cui Dio è sempre una sorpresa, e dunque non sai mai dove e come lo trovi, non sei tu a fissare i tempi e i luoghi dell’incontro con Lui”.

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