Investimenti in diamanti: iniziano le prime cause

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Gli avvocati Giovanni Franchi ed Emilio Graziuso, dopo aver depositato a Parma diverse istanze di mediazione obbligatoria (prescritta dalla legge per dare corso ad una causa civile) che non hanno ottenuto risultati, hanno promosso alcune cause civili per risparmiatori che hanno investito denari in diamanti.
È questa, come noto, l’ultima forma d’investimento consigliata da diverse banche, quali BPM, multate dall’Antitrust insieme a venditori come Intermarket Diamond Business s.p.a. (IDB), per avere alienato ai propri clienti pietre preziose, presentandole come operazioni sicure, senza informarli sui rischi reali.
La prima, proposta con un ricorso ex art. 702 bis c.p.c., per la quale è già stata fissata l’udienza di discussione per il giorno 7 novembre 2018, riguarda una famiglia di tre persone, padre, madre e figlia, che hanno effettuato tale “investimento” in diamanti, per €. 30.398,41= uno, per €. 22.709,00= l’altro ed €. 14.375,00 il terzo, consistito appunto nell’acquisto di queste pietre dall’Intermarket Diamond Business s.p.a. (IDB) presso un’Agenzia di Parma del Banco Popolare, oggi Banco BPM s.p.a.
Secondo gli avvocati Franchi e Graziuso vi sono diverse ragioni per agire in giudizio nei confronti sia dell’istituto di credito che del venditore sulla base dei rilievi contenuti nella decisione dell’Antitrust. Ma soprattutto non deve dimenticarsi che per la giurisprudenza della Cassazione si è al cospetto di un’attività d’intermediazione finanziaria, regolata dalla disposizione del TUF (Testo Unico Finanziario – D.Lgs. n. 58/98), molte delle quali sono state violate nel caso di specie, così da consentire un ricorso ex art. 702 bis c.p.c., che permette di ottenere una rapida decisione.
“I diamanti sono una operazione di investimento a tutti gli effetti e che la propone deve rispettare le leggi in vigore, soprattutto quella che prevede un consenso informato sui rischi che comporta. Ancora una volta dei cittadini risparmiatori a nostro avviso sono stati coinvolti in investimenti senza questa adeguata informazione e siamo quindi convinti che potranno vedere riconoscete le proprie ragioni ed ottenere il risarcimento delle somme perdute ingiustamente.” – hanno dichiarato gli avvocati Franchi e Graziuso.

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