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Api: limiti all’utilizzo dei neonicotinoidi

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Api

Il commissario europeo alla salute ha annunciato una serie di leggi per far calare l’utilizzo di questi pesticidi dannosi per le api

All’utilizzo dei neonicotinoidi arriveranno dei limiti imposti direttamente dall’Unione europea. Lo ha annunciato lunedì a Bruxelles il commissario europeo alla salute e alla protezione dei consumatori Antonio Borg, che durante il consiglio agricoltura dell’Ue ha parlato di «una serie di misure legislative ambiziose, ispirate ai princìpi di precauzione e proporzionalità, che saranno giuridicamente vincolanti per limitare l’utilizzo di alcuni insetticidi appartenenti alla famiglia dei neonicotinoidi». Borg si è riferito in particolare ai prodotti contenenti i principi attivi clothianidin, thiamethoxam e imidacloprid (quest’ultimo è al momento l’insetticida più usato nel mondo)

Ormai da tempo, i neonicotinoidi sono accusati di avere un impatto diretto sul preoccupante fenomeno della moria di api in Europa e nord America, dove le colonie sono state decimate provocando perdite fino al 30% all’anno. Borg ha riconosciuto l’esigenza di limitare tali dannosi prodotti, pur precisando che non sarà imposta un’interdizione totale dell’utilizzo agricolo di tale classe di insetticidi (che secondo il commissario «sarebbe ingiustificata»).

Le misure, ha anticipato Borg, saranno basate sulle conclusioni di un recente rapporto dell’Efsa (l’autorità comunitaria di sicurezza alimentare, con sede a Parma), che «hanno confermato gravi rischi legati all’uso di tre neonicotinoidi su diverse importanti colture presenti in Unione europea».

Il quotidiano La Stampa, citando una fonte della Commissione europea, ha riferito che le misure verranno presentate agli Stati membri e discusse durante il Comitato Ue sulla catena alimentare in programma proprio per oggi.

Sembra molto probabile che la Commissione europea proporrà limiti all’utilizzo dei neonicotinoidi per le colture che, secondo l’Efsa, presentano il più alto rischio di esposizione per le api: si parla dunque di mais, colza, girasole e cotone, ma non di barbabietole, patate, orzo e altri cereali. Inoltre, l’esecutivo Ue potrebbe proibire l’uso di questi insetticidi nella semina per mezzo di macchine pneumatiche che spargono le sementi conciate nel suolo sollevando polveri altamente tossiche per le api.

È opportuno ricordare che l’Italia sin dal 2008 ha proibito l’uso di questi pesticidi tramite decreti temporanei rinnovati sì di anno in anno dai vari governi, ma solo per le colture di mais. Tuttavia il nostro paese si è comunque dimostrato all’avanguardia grazie all’iniziativa di monitoraggio denominata “Apenet”, che ha fatto emergere una significativa riduzione della moria delle api dopo l’introduzione dei decreti citati. Simili divieti a livello nazionale sono stati adottati anche da Germania (nel 2008 e solo sul mais), Francia (nel 2012 sulla colza), e Slovenia (nel 2011 su tutte le colture).

da http://www.agrinotizie.com/articoli/news.php?id=2090

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