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L’alto consumo di carne provoca il fegato grasso

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L’alto consumo di carne rossa e trasformata è collegato al fegato grasso non alcolico e alla resistenza all’insulina, secondo un nuovo studio pubblicato sul Journal of Hepatology.

Il lavoro dice che l’affezione epatica non alcolica potrebbe essere uno dei risultati della dieta occidentale che contiene un consumo relativamente elevato di carne rossa e trasformata.

Già studi precedenti avevano affermato che la carne rossa e principalmente quella trasformata è legata al rischio di cancro, al diabete di tipo II e alle malattie cardiovascolari. Secondo l’ultimo studio, può danneggiare severamente anche il fegato.

Secondo i ricercatori, lo stile di vita occidentale non salutare gioca un ruolo importante nello sviluppo e nella progressione del fegato grasso, come la mancanza di attività fisica e il consumo elevato di fruttosio e di grassi saturi.

Per testare l’associazione tra il tipo di carne consumata, il metodo di cottura con il fegato grasso e l’insulino-resistenza, i ricercatori hanno condotto uno studio trasversale tra individui di 40-70 anni, sottoposti a screening colonscopico, metabolico e epatico, tra 2013 e 2015.

Anche i metodi di cottura della carne sono stati presi in considerazione, poiché friggere o cuocere alla brace produce le ammine eterocicliche, considerate composti pro-infiammatori.

E’ emerso dallo studio che il consumo elevato di carne rossa e trasformata era associato alla resistenza all’insulina, senza riguardo all’assunzione di alimenti contenenti colesterolo e grassi o ad altri fattori di rischio, come l’indice di massa corporea.

Inoltre è stato rilevato che gli individui che avevano consumato grandi quantità di carne cucinata usando metodi malsani avevano avuto una più alta probabilità di sviluppare la resistenza all’insulina.

Per i ricercatori, consumare carne bianca e pesce, cucinando il cibo a vapore o lessandolo, invece di grigliarlo o friggerlo ad alta temperatura, può aiutare a proteggere il fegato e i livelli di insulina.

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