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La restrizione calorica giova all’asma e al diabete

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Ridurre le calorie può prevenire il rischio di sviluppare quelle malattie legate all’invecchiamento e sembra che possa anche aiutare a vivere più a lungo.

Mangiare poco può anche essere un modo per trattare una serie di patologie, tra cui l’asma, le malattie cardiovascolari, l’ictus, il diabete, o per prevenire ad esempio la malattia di Alzheimer.

In un nuovo studio, pubblicato su Cell Metabolism, quando sono state ridotte le calorie quotidiane assunte, fino al 15% per due anni, è stato registrato nei partecipanti un metabolismo più lento e livelli più bassi di “stress ossidativo”, rispetto alla gente che aveva assunto il cibo normalmente.

Sia il metabolismo più lento che lo stress ossidativo ridotto (processo che può danneggiare le cellule) sono stati collegati a un minor rischio di sviluppare quelle malattie che si verificano con l’invecchiamento, come il diabete e il cancro. I ricercatori ritengono che questo avvenga perché un metabolismo lento porta a minor stress ossidativo, cosa che, a sua volta, porta ad un minor deterioramento delle cellule e degli organi.

Da decenni, i ricercatori avevano notato che la restrizione calorica tende a prolungare la vita in alcune specie animali.

La ricerca animale ha inoltre trovato che la restrizione calorica riduce i danni neurologici dopo un ictus, ma solo sugli esemplari giovani o di mezza età. Gli animali più anziani non sembra abbiano benefici e le limitazioni caloriche pare possano servire da supporto nell’ictus soltanto in determinate circostanze.

La restrizione calorica può anche aiutare a prevenire il morbo di Alzheimer. Nel caso di topi in cui era stata indotta la malattia, se gli animali avevano seguito una dieta ipocalorica avevano avuto migliori prestazioni nei test di memoria e avevano sviluppato piu’ bassi livelli di proteine beta amiloidi nei loro cervelli, rispetto al topi alimentati in modo normale.

La restrizione calorica è utile per aumentare nel cervello il livello delle proteine chiamate BDNF, coinvolte nella generazione di nuove cellule cerebrali.

Per il nuovo studio, i ricercatori hanno esaminato gli effetti della restrizione calorica su un campione di 53 uomini sani di età compresa tra i 21 e i 50 anni. I partecipanti sono stati assegnati in modo casuale, a un gruppo di restrizione calorica o a un gruppo di controllo, con alimentazione libera.

Dopo due anni, coloro che erano compresi nel gruppo con bassa assunzione di calorie avevano perso fino a 20 chilogrammi (9 in media).

Il professor Mark Mattson, neuroscienziato del National Institute on Aging di Baltimora, ha discusso il suo lavoro nel corso dell’incontro annuale dell’American Association of the Advancement of Science.

Tuttavia, non tutte le malattie hanno dei benefici con la restrizione calorica. In caso di sclerosi laterale amiotrofica,ad esempio, la restrizione calorica può rendere la condizione peggiore, ha detto Mattson.

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