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Medicina: borse di studio per 5 ricercatori

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Fondazione IBSA assegnerà, per il quinto anno consecutivo, le borse di Studio (IBSA FOUNDATION FELLOWSHIPS) a 5 ricercatori che si sono distinti con progetti di alto profilo nelle aree DermatologiaEndocrinologiaFertilità/InfertilitàOrtopedia/Reumatologia e Medicina del dolore.
La cerimonia di premiazione, che si svolgerà giovedì 22 marzo, vedrà la presenza di Arturo Licenziati, Presidente e CEO di IBSA, Silvia Misiti, Direttore IBSA Foundation for scientific research, e del board scientifico della Fondazione. Ospite d’onore sarà Piergiorgio Odifreddi, matematico e saggista impegnato da sempre nella promozione di una corretta e proficua divulgazione scientifica.
cinque ricercatori premiati, provenienti da altrettanti centri di eccellenza della ricerca medico scientifica europea, riceveranno ciascuno un assegno del valore di 25.000 Franchi Svizzeri, per sostenere i loro studi e dare loro la possibilità di autofinanziarsi nel corso di una nuova esperienza di lavoro cambiando centro di ricerca.
L’obiettivo delle nostre fellowships, che amiamo chiamare ‘mobility fellowships’, è proprio quello di consentire a giovani di talento di continuare la loro ricerca e, quando ne hanno la possibilità, spostarsi in un nuovo ambiente, scegliendo nuovi centri di ricerca in tutto il mondo – ha affermato Silvia Misiti, Direttore IBSA Foundation for scientific research. Questo perché siamo convinti che la contaminazione, il confronto e lo scambio siano elementi fondamentali per oltrepassare le frontiere del sapere, generando nuove idee in grado di tradursi domani in farmaci e terapie per chi soffre.
Le borse di studio sono state conferite a progetti inerenti le seguenti aree terapeutiche:
1)     Dermatologia
Regolazione trascrizionale della senescenza indotta da oncogeni durante la progressione tumorale
Daniela Gnani dell’Istituto San Raffaele Telethon per la terapia genica presso IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano.
Il melanoma è un tumore molto aggressivo che colpisce la pelle e si sviluppa dalla trasformazione maligna di cellule denominate melanociti. Nel corso degli anni sono stati sviluppati nuovi approcci terapeutici per la cura del melanoma, tuttavia nessuno è definitivamente efficace e in molti casi il tumore ricompare in seguito allo sviluppo di un meccanismo di resistenza. E’ quindi necessario trovare nuovi bersagli terapeutici studiando i meccanismi che portano allo sviluppo stesso del tumore. Tra questi la senescenza indotta dall’oncogene (OIS), un processo protettivo anti-tumorigenico, che si sviluppa all’interno della cellula in seguito all’attivazione di oncogeni bloccando la crescita del tumore. Un esempio di buon funzionamento di questo meccanismo è la formazione di nevi benigni. Tuttavia non sempre questo meccanismo funziona correttamente e le cellule senescenti possono modificarsi e divenire cellule tumorali. Pertanto, la nostra ricerca studierà il processo di trasformazione maligna dai nevi benigni al melanoma attraverso l’integrazione della ricerca di base con tecnologie genomiche d’avanguardia. Comprendere come la cellula pre-tumorale riesca a sfuggire al controllo fornirà nuove possibilità di cura per il melanoma e possibilmente per altre forme di tumore.
2)     Endocrinologia
Qualità della vita e polimorfismi DIO2/MCT10 come strumenti specifici per identificare i pazienti tiroidectomizzati che possono trarre beneficio dalla terapia combinata (T4 + T3)
Fabio Maino del Dipartimento di scienze neurologiche, mediche e chirurgiche, Università di Siena.
 
Il trattamento elettivo per i pazienti ipotiroidei è la somministrazione orale di Levo-Thyroxine (L-T4). La logica per l’utilizzo di T4 è supportata dal fatto che la normale attività degli enzimi desiodasi può garantire una corretta omeostasi degli ormoni tiroidei. Tuttavia il paradigma per il quale la somministrazione esogena di L-T4 può adeguatamente compensare l’ipotiroidismo, fornendo sufficienti livelli di T3 a livello del siero e del tessuto, è ancora un argomento di discussione. In alcuni pazienti tiroidectomizzati che ricevono L-T4, i sintomi tipici di ipotiroidismo persistono malgrado i livelli normali di TSH. Infatti, se lo stato di salute dei pazienti trattati con la monoterapia è completamente soddisfacente e risolve i sintomi di ipotiroidismo, alcuni pazienti non ritengono di essere tornati ad una condizione di salute ottimale e notano una qualità di vita in diminuzione (QoL). Questo studio si concentra su questo gruppo di pazienti, per verificare se in questi casi potrebbe essere preferibile un trattamento combinato di T3 e T4.
 
3)     Fertilità/Infertilità
Promozione della crescita del follicolo ovarico (mediata dall’inibizione di MST1/MST2): effetto sinergico di stimolatori di fecondazione assistita nell’attivazione di follicoli ovarici dormienti
Mauro Cozzolino che lavorerà presso la Division of Reproductive Biology, Department of Obstetrics and Gynecology, Stanford University School of MedicineCalifornia, U.S.A.
 
I follicoli “dormienti” rimasti della riserva ovarica possono essere recuperati per produrre ovociti fertilizzanti. L’inibizione dell’attività delle chinasi MST1/MST2 attraverso inibitori specifici, e quindi la via di segnalazione Hippo, può ridurre l’attivazione di meccanismi pre-apoptotici. Alcuni studi hanno indicato infatti il ruolo stimolante di Akt nello sviluppo di follicoli primordiali e secondari. Dopo essere stati trattati con ovaie di topi con inibitori MST1/MST2 e inibiti attraverso la via di Hippo, i frammenti di ovaio saranno incubati con i farmaci stimolanti Akt, abitualmente utilizzati nel protocollo IVA (attivazione in vitro). Le ovaie così”accoppiate” (intatte e trattate) dallo stesso donatore saranno inserite sotto la capsula del rene degli stessi ospiti adulti a cui sono state rimosse le ovaie. Questo studio promuove quindi la crescita dei follicoli residui negli autoinnesti, con l’aspettativa di un aumento secondario dei follicoli nel gruppo trattato rispetto al gruppo di controllo. Segnaliamo inoltre il recupero degli ovociti e il trasferimento degli embrioni IVF.
4)     Medicina del dolore
Gelificante a base di chitosano per il rilascio, multifase, intraorale di ibuprofene per alleviare il dolore post-operatorio associato con l’estrazione del dente del giudizio
Ruth Egbe della School of Pharmacy, University of Birmingham, Regno Unito.
Questa ricerca è incentrata sullo sviluppo di un efficace sollievo dal dolore dopo interventi di chirurgia del dente del giudizio. Il recupero a seguito della rimozione del dente del giudizio può richiedere fino a 14 giorni e, durante questo tempo, i pazienti possono sperimentare dolore, irritazione e gonfiore. Questa ricerca mira a fornire un lungo periodo di sollievo dal dolore per alleviare il periodo post intervento, attraverso la somministrazione sostenuta di fans a basso dosaggio direttamente dalla ferita chirurgica. Si ipotizza che questo effetto potrebbe essere ottenuto mediante la formulazione in situ gel. In questo progetto di ricerca, saranno prodotte e ottimizzate formulazioni a base di chitosano (polisaccaride naturale per favorire la formazione del gel) e ibuprofene, per garantire l’efficace rilascio multi-fase di ibuprofene, fornendo sollievo al dolore causato dalle procedure dentali.
 
5)     Ortopedia/Reumatologia
Il secretoma (cocktail di fattori rilasciato nel terreno di coltura) di cellule staminali mesenchimali per la tendinopatia cronica in una prospettiva paziente-specifica
Carlotta Perucca Orfei che lavorerà presso il Department of Orthopedics (Division of Sports Medicine) and Diabetes Research Institute & Cell Transplant Center, University of Miami, USA.
 
Questo progetto mira a studiare il potenziale delle terapie per il trattamento delle tendinopatie croniche basate sull’utilizzo del secretoma di cellule staminali mesenchimali, mediante lo sviluppo di una rete tra il Laboratorio di Biotecnologie applicate all’Ortopedia e il Centro RE.GA.IN interni all’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi e il Dipartimento di Ortopedia dell’Università di Miami (Miller School of Medicine – UHealth), in vista degli interessi comuni delle due istituzioni nel trattamento delle patologie tendinee. Le evidenze complessive che saranno ottenute da questo studio consentiranno di ottenere una migliore conoscenza e una maggiore consapevolezza della tendinopatia cronica, gettando le basi per lo sviluppo di una nuova strategia per trattare la tendinopatia in maniera più efficace, meno invasiva e più specifica in base alle esigenze peculiari di ogni paziente.
Ogni anno i ricercatori aderenti all’iniziativa sono sempre numerosi a testimonianza del grande bisogno di finanziamenti nel mondo della ricerca scientifica. A breve, IBSA Foundation lancerà il nuovo bando per l’anno 2018/2019, come sempre aperto a tutti i giovani ricercatori di tutte le nazionalità.

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