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Al Museo del Violino di Cremona è in programma “Virtuosi”

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Sabato 20 gennaio alle ore 21.00 all’ Auditorium Giovanni Arvedi del Museo del Violino di Cremona è in programma “Virtuosi”, il concerto del mandolinista  AVI AVITAL e della fisarmonicista KSENIJA SIDOROVA.

 

Lei è considerata l’ambasciatrice della fisarmonica e recentemente ha vinto l’Echo Klassik 2017 come “strumentista dell’anno”. Lui è il primo mandolinista a ricevere una nomination ai Grammy come solista e il New York Times ha definito le sue esibizioni dal vivo “un’esplosione di passione e di carisma”. Sono giovani e belli, incidono entrambi in esclusiva per Deutsche Grammophon e hanno rivalutato e rivitalizzato a livello internazionale due strumenti meravigliosi ma che erano un po’ spariti dalle sale da concerto.

 

Ksenija Sidorova e Avi Avital sono i protagonisti, sabato 20 gennaio alle 21 all’Auditorium Giovanni Arvedi del Museo del Violino di Cremona, del primo appuntamento con i Concerti all’Auditorium, la nuova rassegna promossa da Unomedia in collaborazione con il Museo del Violino. “Virtuosi”, è questo il titolo del concerto che vede insieme due tra i massimi esecutori a livello mondiale del rispettivo strumento, la fisarmonicista di origine lettone Ksenija Sidorova e il mandolinista israeliano Avi Avital. Il loro programma spazia dalla classica al crossover. Lei ha imparato ad amare lo strumento a mantice da bambina grazie alla nonna, iniziando a studiarlo a Riga, sua città natale, per poi specializzarsi alla Royal Academy di Londra, dove si è laureata. Avi Avital si è invece perfezionato in Italia sotto la guida di Ugo Orlandi, vero e proprio caposcuola del mandolino, prima di intrapendere una carriera che l’ha portato a trionfare in tutto il mondo, ispirando oltre 90 composizioni originali a lui dedicate.

 

Mandolino e fisarmonica sono strumenti che vantano una grande tradizione anche in territorio cremonese, oltre che in tutta la Lombardia. Si pensa sempre infatti al mandolino come a un tipico rappresentante della cultura musicale partenopea, invece prima che nel ‘700 all’ombra del Vesuvio si insediarono grandi famiglie di costruttori di mandolino (in testa a tutti i Vinaccia), in Lombardia i maestri della liuteria classica realizzavano già questo genere di strumenti. Per averne un esempio, proprio in queste settimane al Museo del Violino è in mostra un prezioso mandolino di Antonio Stradivari. All’inizio del ‘900 un vero e proprio centro di ricerca e produzione dell’arte mandolinistica si insediò presso il Teatro Filodrammatici di Cremona, dove nacque l’orchestra mandolinistica diretta dall’ingegner Francesco Poli che vinse i principali concorsi del mondo. Tra Cremona e Mantova nel ‘900 hanno invece operato due tra i massimi interpreti della fisarmonica, come Wolmer Beltrami e Gorni Kramer, mentre nel cremonese fino al 1965 è stata attiva una qualificata fabbrica di fisarmoniche, la Carubelli, ammirata anche dai rinomati costruttori pavesi, quelli di Stradella, la capitale lombarda della fisarmonica.

 

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