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Può esistere anche la felicità condominiale

Filed under Cultura e Società

La vita in condominio, si sa, non è tutta rose e fiori.  Ogni immobile rappresenta un micro cosmo in cui convivono personalità differenti e spesso contrastanti, amici a quattro zampe, ospiti che vanno e vengono.

Ma quali sono le situazioni veramente difficili che mettono a dura prova i nervi dei condomini e gli equilibri di convivenza all’interno degli stabili? Molti di queste hanno origine da una condizione di disagio, di solitudine, di malattia, di povertà e spesso chi le vive non chiede aiuto, perché non sa di averne diritto, per vergogna o per pudore. 

Durante la mia attività lavorativa mi è capitato e mi capita tuttora di assistere a liti condominiali e comunque di trovarmi di fronte a situazioni difficili”- commenta Simona Bastariamministratore di condomini felici, che elenca le più comuni:

1)       A volte, a causa della solitudine, le persone anziane tendono a consolarsi come possono. “Capita ad esempio che l’anziana, o l’anziano, decida di prendersi cura dei piccioni, li accolga e dia loro da mangiare non rendendosi conto di danneggiare gli altri condomini con il guano che va ad imbrattare balconi e ringhiere dei vicinirendendoli completamente inagibili”.

2)       Alcuni soggetti poi decidono di auto infliggersi situazioni limite per motivi inesplicabili: “Mi è capitato il caso di un signore proprietario immobiliare, quindi non certamente nullatenente, che non ha mai pagato nulla, nemmeno le bollette, e si è ritrovato a vivere senza acqua e luce sospesi per morosità”.

3)       La disabilità spesso crea ostacoli gravi, soprattutto a chi abita ai piani alti privi di ascensore, che talvolta è impossibilitato a muoversi, ritrovandosi di fatto condannato a non uscire di casa.

4)       A volte la solitudine porta a non sopportare il vicino e fare dispetti di qualsiasi natura, anche nei confronti di cani e gatti, fino ad esasperare la convivenza colorandola con insulti gratuiti.

5)       O ancora: “Mi è capitato il caso di mini telecamere piazzate nel vano scale del proprio appartamento che se da un parte calma il terrore di avere i ladri in casa dall’altra scatena il dubbio di avere il vicino spione”.

Secondo Simona Bastari“In ognuno di  questi casi il compito dell’amministratore condominiale è quello di creare le condizioni per dialogare, per far capire le ragioni di ciascuno e cercare il punto di incontro gettando le basi di una vera e propria cooperazione condominiale” .  Purtroppo la metà delle cause civili sono di natura condominiale e il 70% delle volte hanno origine da liti condominiali. Queste ultime potrebbero però risolversi all’interno dell’assemblea condominiale se ogni amministratore fosse capace di gestire conflitti, di mediare quindi interessi divergenti. “In base alla mia esperienza, posso affermare che stimolando dialogo e momenti conviviali le persone si mostrano più aperte alla partecipazione e predisposte a chiedere aiuto, con un calo delle situazioni critiche almeno del 40%”.

È questo quanto rileva la Bastari, che al suo attivo ha una casistica di 80 condomini gestiti secondo un metodo originale, da lei stessa ‘brevettato’ e sperimentato, per affrontare al meglio i problemi di gestione di varia natura. La formula della felicità condominiale prevede, infatti, alcuni momenti d’interazione e team building che coinvolgono tutti i condomini, come l’organizzazione di attività di gardening insieme, addobbi di Natalefeste condominialiswap party e aperitivi prima o dopo le varie assemblee condominiali oppure all’interno degli appartamenti in occasione di una particolare festività. “A queste attività ovviamente le persone ‘ostili’ non partecipano, ma considero già un grande successo constatare che l’atteggiamento di chi decide di provare cambia da una modalità aggressiva in favore di un’apertura al dialogo”, conclude la Bastari.

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