Donne: anello debole delle migrazioni

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Il FESTIVAL DEI DIRITTI UMANI organizza sabato 25 novembre, il dibattito “L’anello debole delle migrazioni: le donne”

E’ possibile spezzare la catena che lega le migrazioni e la prostituzione? Sì, togliete pure il punto interrogativo: è possibile. Ma è difficile, perché gli interessi economici sono forti e i legami con le criminalità pervasivi. Il Festival dei Diritti Umani di Milano, accogliendo l’invito di WeWorld Onlus, vuole alzare lo sguardo su questo tema che coinvolge giovani straniere (come vittime) ma anche, forse, il nostro vicino di casa (come cliente). Protagonisti dell’incontro Princess Inyang Okokon, che con la sua organizzazione PIAM si occupa proprio di strappare dalla strada le prostitute offrendo corsi di formazione e una prospettiva lavorativa; Lireta Katiaj, che ha raccontato attraverso un diario come ha evitato di finire nel giro della prostituzione; don Mussie Zerai, prete cattolico e punto di riferimento per i migranti che fuggono dalle guerre e dalle carestie; Danilo De Biasio, giornalista e direttore del Festival dei Diritti Umani di Milano.

Seguirà il conferimento del premio Reset-Diritti Umani a Princess Inyang Okokon.

Motivazione del premio: L’Associazione Reset – Diritti Umani premia Princess Inyang Okokon perché è un bellissimo esempio di riscatto e di impegno. Princess Inyang Okokon ha curato le sue ferite di vittima della tratta occupandosi concretamente delle prostitute, costruendo le condizioni per una vita alternativa a chi è già sulla strada e investendo nella prevenzione direttamente nei paesi di provenienza.

Quest’opera meritoria, che ha funzionato già in centinaia di casi, è stata possibile perché l’associazione PIAM, fondata da Princess insieme a suo marito Alberto Mossino, è riuscita a stringere alleanze positive con le istituzioni locali, nazionali e con la società civile.

Per questi motivi l’Associazione Reset – Diritti Umani premia il percorso di Princess Inyang Okokon: perché l’alto valore umano della sua azione sia onorato e meglio conosciuto. E anche perché sia di esempio.

L’appuntamento è aperto al pubblico con obbligo di prenotazione sul sitowww.weworld.it/weworldfestival.

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