Il cambiamento climatico tra morti premature, epidemie e malnutrizione

Filed under In evidenza, Lifestyle, Salute, Scienza

Il cambiamento climatico non è solo dannoso per gli animali e la natura, ma anche per la salute dell’uomo, secondo una nuovo rapporto pubblicato su The Lancet intitolato  “The Lancet Countdown on Health and Climate Change”.

La rivista medica britannica ha analizzato su larga scala, utilizzando 40 indicatori, gli effetti delle ondate di calore, dell’inquinamento e della proliferazione di insetti vettori di epidemie, trovando una tendenza allarmante.

ONDATE DI CALORE

Il numero di persone vulnerabili colpite dalle ondate di calore tra il 2000 e il 2016 è aumentato di circa 125 milioni, raggiungendo un record di 175 milioni di persone nel 2015. Ciò è avvenuto in concomitanza con l’aumento nello stesso periodo di 0,9 gradi centigradi della temperatura nei luoghi a maggiore densità di popolazione. Con le ondate di calore aumenta il rischio di infarto, di ictus, di danni renali, di disidratazione nelle persone vulnerabili, come gli ultra sessantacinquenni.

Nello stesso anno 2015, secondo la relazione, l’inquinamento causato dal carbone, da solo, ha causato più di 800.000 morti premature in Asia.

MALNUTRIZIONE

Lo studio ha evidenziato anche i rischi di malnutrizione. Ogni grado aggiuntivo sul pianeta potrebbe portare ad un calo della resa del 6% per il grano e del 10% per il riso.

Il numero di persone sottonutrite in 30 Paesi vulnerabili ai cambiamenti climatici e fortemente dipendenti dalla produzione locale di cibo è aumentato, passando da 398 milioni nel 1990 a 422 milioni nel 2016.

PROLIFERAZIONE DI INSETTI

Con il riscaldamento globale e la proliferazione delle zanzare, inoltre, aumentano alcune malattie come la dengue o la chikungunya. Già, i ricercatori stimano, che la zanzara trasportatrice della dengue ha visto la sua capacità di trasmettere l’infezione aumentata del 9,4%, dal 1950.

IL RAPPORTO

Il rapporto pubblicato su The Lancet è stato redatto dai ricercatori di diversi atenei e istituzioni, tra cui l’Organizzazione mondiale della Sanità, la Banca mondiale, l’Organizzazione meteorologica mondiale.

 

Potrebbe interessarti anche:

You must be logged in to post a comment Login