Alternanza scuola-lavoro, i principi di una corretta applicazione

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Il dibattito sull’alternanza scuola-lavoro la scorsa settimana ha raggiunto il suo apice, con scioperi e manifestazioni davanti le scuole di tutta Italia. Sebbene si tratti di uno strumento didattico utile e importante, pochi sanno davvero a cosa serve e come andrebbe messo in pratica, e questo non fa che suscitare dubbi e incertezze negli studenti, nei docenti e nelle aziende.

JOINTLY – Il welfare condiviso, startup di welfare a vocazione sociale, in 3 anni ha orientato all’università e al lavoro più di 2500 ragazzi con il programma Push To Open, e ha stilato i 5 principi imprescindibili per una buona e vera alternanza scuola-lavoro, redatti per provare a fare un po’ di chiarezza in questo panorama. Lo scorso venerdì, inoltre, è partita ufficialmente la 4edizione del programma con la partecipazione di aziende come Ali Intesa San Paolo, AXA, Astrazeneca, BPER Banca, Enel Energia, Eni, Ferrovie dello Stato Italiane e SEA Aeroporti, che metteranno a disposizione dei giovani partecipanti le competenze dei propri manager per aiutarli a dirimere i propri dubbi e trovare la propria strada.

La invitiamo a parlarne con Francesca Rizzi, Ceo di JOINTLY – il welfare condiviso, prendendo spunto dai 5 principi della buona alternanza (che trova di seguito).

1. ORIENTARE E RENDERE CONSAPEVOLI

Prima ancora di approcciare un’azienda, ai giovani devono essere forniti gli strumenti per essere consapevoli delle prospettive future: sia che decidano di entrare nel mondo del lavoro, sia che decidano di proseguire con l’Università.

2. PREPARARE LE SCUOLE ALLA SVOLTA CULTURALE

Una buona alternanza esiste e può essere incentivata solo educando chi ne deve essere promotore (docenti e presidi) rendendogli note le potenzialità e le opportunità che questo modello formativo offre ai ragazzi, alla scuola e alle aziende.

3. METTERE A SISTEMA LA RESPONSABILITÀ SOCIALE DELLE IMPRESE

La sfida più rilevante per l’alternanza scuola-lavoro è educare le aziende affinché ne favoriscano la diffusione e il successo. Questo è possibile spiegando loro che l’alternanza permette di promuovere il proprio ruolo sociale e trasformare la visione dell’impresa: questa non è più uno spazio fisico dove andare a lavorare, ma parte del territorio dove sviluppare conoscenze e competenze.

4. CREARE UN’ALLEANZA TRA SCUOLA E IMPRESA

L’alternanza scuola lavoro deve creare una continuità tra i due mondi sostituendo i pregiudizi che li separano con un rapporto fecondo tra scuola e impresa. Un rapporto che aiuti ad allineare la domanda di competenze che il mondo del lavoro richiede e ciò che la nostra scuola effettivamente offre.

5. ESSERE VALUTABILE

La buona alternanza deve essere misurata secondo parametri pre-definiti e diventare uno strumento curriculare valido e riconosciuto nelle mani dei giovani che si apprestano a fare il loro ingresso nel mondo del lavoro o dell’università.

 

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