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Il mondo del lavoro? È in mano ai Millennials

Filed under Cultura e Società

In Italia il 22% degli occupati sono Millennials, in Inghilterra il 29%, negli Stati Uniti costituiranno la metà dell’intera forza lavoro entro il 2020. Le nuove generazioni sono un Capitale Umano importante e portano con sé culture e visioni che contribuiscono a definire un ambiente lavorativo molto diverso da quello a cui siamo abituati. Un ambiente che si sta via via delineando come punto di incontro e di confronto, popolato da giovani con una forte necessità di appartenenza, che cercano nella propria professione un senso di realizzazione, fanno ampio uso delle nuove tecnologie e lavorano in mobilità. Con un’età che varia tra i 16 e 36 anni, i Millennials sono cresciuti con i social network e le piattaforme tecnologiche, sono attenti alla sostenibilità ambientale, non amano rinchiudersi in un ufficio dalle 9 alle 18 o arrivare al lavoro indossando giacca e cravatta. Sono disposti nel 25% dei casi ad accettare uno stipendio più basso per entrare nel mondo del lavoro e il 61% di loro si dichiara disponibile ad espatriare (Ricerca Unige 2016). Iper-connessi e iper-collaborativi, si aspettano di ritrovare gli approcci e le tecnologie che usano nella vita privata anche all’interno delle realtà per cui lavorano – un aspetto che ogni azienda dovrebbe tenere bene in considerazione se pianifica di investire nella loro crescita professionale.

I Millennials infatti sono i primi nativi-digitali, abituati ad avere tutte le informazioni a disposizione alla velocità di un clic – e con la stessa velocità vogliono crescere sul lavoro e sentirsi gratificati. Quando si scontrano con i tempi più lenti del mondo professionale, che non si muove al loro passo, perdono interesse e si sentono insoddisfatti, anche se le ultime crisi socio-politiche a livello mondiale li hanno resi più prudenti (Deloitte Millennial Survey 2017). Sempre secondo Unige, in Italia, il 29% dei giovani occupati è scontento dell’attuale impiego, il 44% considera la propria retribuzione inadeguata, 2 su 3 programmano di cambiare lavoro. Per questo è essenziale che il mondo del lavoro si trasformi seguendo le loro esigenze, perché chi prima lo farà, prima otterrà un margine di competitività importante. L’azienda “del futuro” deve essere in grado di offrire un feedback continuo, un set di valori definito e condivisibile, innovazione tecnologica, senso di appartenenza, possibilità di lavorare in mobilità.

“Per la loro creatività disruptive, la loro naturale predisposizione verso le nuove tecnologie e la sensibilità che sentono verso le sfide socio-economiche del futuro – spiega Pietro Martani, Fondatore e CEO di Copernico Holding  i Millennials sono una risorsa fondamentale per la competitività delle aziende e un invito a cambiare passo anche per le grandi istituzioni. Diventa, quindi, sempre più importante investire per attrarre questi talenti, ma soprattutto per trattenerli facendoli sentire partecipi e artefici di un cambiamento. Come? Ad esempio coinvolgendoli inprogetti di salvaguardia dell’ambiente o che mirano a diminuire le diseguaglianze sociali, a cambiare in meglio il futuro. Diverse ricerche lo dimostrano, ma lo viviamo quotidianamente anche noi nei nostri spazi, un elemento fondamentale per la talent retention è anche un contesto lavorativo ideale che permetta loro di sentire di poter fare la differenza e in cui sia diffusa un’attitudine positiva, sia tutelata e privilegiata la diversity e la leadership si esprima attraverso il dialogo, il confronto e la competenza. Ed è quello che stiamo promuovendo con Copernico: un nuovo modo di fare impresa a partire dalla creazione di contesti che valorizzano le persone e capaci di generare un ecosistema virtuoso.

 

Non si tratta solo di trovare nuovi modelli per continuare a essere competitivi, bensì di cambiare mentalità. Le aziende più lungimiranti si stanno adeguando ai possibili scenari con business plan ad hoc, altre stanno appena iniziando a capire come muoversi. Se un tempo le decisioni aziendali cadevano dall’alto e passavano attraverso le diverse gerarchie dai manager fino alle persone più operative, oggi si sta cercando di invertire la rotta, infatti sono i lavoratori a portare nuovi punti di vista e nuove modalità di lavoro all’interno delle organizzazioni. Per questo i manager devono adattarsi e cambiare a loro volta i loro stili di leadership, e conseguentemente le aziende devono adattarsi ai lavoratori e ai manager. Molte corporation stanno guardando a player come Copernico per rinnovarsi proprio a partire dalla gestione ed organizzazione del lavoro e poter così rivolgersi ad un pubblico più giovane. Copernico infatti da anni monitora i cambiamenti disruptive della sfera lavorativa ed è in grado di sviluppare ambienti di lavoro adatti a questo target.

 

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