“Dal riso biotech ai farmaci del futuro”, una nuova speranza per la cura dei tumori e delle malattie autoimmuni

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 “Una nuova finestra di ricerca, se pur agli albori, si  sta avviando  verso un percorso innovativo e  ricco di speranze,  proponendosi come una nuova via maestra in cui il mondo vegetale viene posto al servizio dell’uomo per  offrire all’umanità nuove speranze di guarigione e di salute”, afferma il noto studioso.

“Il microcosmo sintetico–biologico della pianta, sapientemente guidato da mani esperte, è in grado di esprimere tutta la sua potenzialità dimostrando di poter fare meglio ciò che l’uomo aveva fatto e continua ancora oggi a fare utilizzando dei processi biochimici molto complessi e non privi di rischi, manipolando batteri, cellule di mammifero e quant’altro, con risultati spesso non ottimali.  Tra le piattaforme più promettenti studiate e messe a punto negli ultimi anni in grado di esprimere molecole teraputiche come gli anticorpi monoclonali, le proteine, alcuni enzimi e  i vaccini, sicuramente la Plant Molecular Farming (PMF) si è dimostrata essere una tecnologia vincente pur essendo il suo sviluppo relativamente recente”.

“Molte patologie che richiedono trattamenti terapeutici prolungati  – prosegue Lavagna – possono nel tempo  mostrare effetti collaterali o provocare reazioni immunitarie avverse. Nei prossimi anni si potrà disporre di farmaci efficaci per malattie rare come il Morbo di Gaucher che è una patologia che colpisce bambini con  esito fatale o  altamente invalidante se non si interviene con la somministrazione per tutto l’arco dell’esistenza di un enzima specifico, il cui costo però attualmente è proibitivo. Con la biosintesi dell’enzima in cellule di foglie di tabacco – conclude Lavagna – sarà possibile ridurre  drasticamente tali  costi rendono le terapie accessibili ad una più vasta platea di pazienti”.

Un approccio Open Innovation per la sostenibilità e la sicurezza nell’era delle tecnologie digitali
12 ottobre 2017

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