Il tatuaggio è over 50

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Sulla cresta dell’onda da decenni, la moda dei tatuaggi non sembra conoscere crisi e moltissime persone hanno deciso di colorare e lasciare un segno significativo sul proprio corpo. L’ultima tendenza l’ha svelata l’estate 2017: non sono più solo i giovani a scegliere di tatuarsi bensì i loro genitori e, perché no?, anche i loro nonni.

Se fino a pochi anni fa la pelle scritta era appannaggio di uomini borchiati in pantaloni di pelle nera o di giovani alternativi, oggi il dilagare della moda dei tattoo ha moltiplicato gli artisti e riempito le spiagge di corpi disegnati, facendo diventare il tatuaggio una parte importante del linguaggio comune di comunicazione” svela Claudio Pittan, tatuatore professionista da oltre 30 anni che, nel suo studio di via Vetere a Milano, vede passare quasi più over 50 che ventenni.

Dall’uomo d’affari alle casalinghe, ma anche persone della terza età: non è mai troppo tardi per farsi un tatuaggio. Nell’ultimo secolo il significato che viene attribuito al tatuaggio ha attraversato un’evoluzione tanto lunga quanto rapida fino a essere stato associato, nelle ultime decadi, a un simbolo di ribellione e di differenziazione dalla massa. Oggi la pratica è talmente diffusa che l’alternativo dei giorni nostri è il non tatuato ed è più trasgressivo non avere un tatuaggio piuttosto che il contrario.

In prima fila sono soprattutto le donne, mogli e madri che accompagnano i figli a farsi il primo disegno sulla pelle,  quelle che richiedono un tatuaggio: un chiaro segno del passare dei tempi che ha condotto quello che era bollato come un gesto inconsulto a un vero e proprio regalo da portarsi addosso per sentirsi più belle. E quindi via libera a fiori, scritte, nomi dei propri cuccioli: non necessariamente disegni di piccole dimensioni, ma spesso tattoo che ricoprono grosse porzioni di pelle. Cosi sogni e desideri, rimasti inespressi a lungo per questioni di mentalità, diventano un tributo a loro stesse e alla loro storia, proprio all’insegna di uno dei significati più autentici del tatuaggio

La discriminante, in questa fascia d’età, diventa una sola ovvero la professionalità richiesta al tatuatore. Le persone mature che scelgono di farsi tatuare, infatti, scelgono professionisti di livello ai quali chiedere non solo il pieno rispetto delle norme igieniche e sanitarie, ma un disegno che sia quanto più vicino a quello di un artista piuttosto che qualcosa associato alla moda del momento. I tatuaggi diventano sempre più piccole opere d’arte da portarsi addosso, per le quali si richiede un lavoro artigianale e un rapporto stretto con il tatuatore “I clienti più maturi vogliono essere seguiti e accompagnati in quello che diventa un vero e proprio percorso nell’universo del tatuaggio e scelgono, di conseguenza, professionisti di cui si fidano e che li seguano prima, durante e dopo aver fatto il disegno” conclude Sonia Giottoli, dello studio Pittan.

Le statistiche- oltre che il semplice occhio nudo- confermano come non sia mai troppo tardi per disegnarsi la pelle: l’importante è farlo sempre in sicurezza!

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