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Le ferite d’amore non guariscono

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Le ferite d’amore possono non guarire. almeno questo è quello che sostiene un nuovo studio britannico il quale ha dimostrato che la cosiddetta sindrome del cuore spezzato può lasciare danni permanenti al muscolo cardiaco.

La sindrome, chiamata anche cardiomiopatia acuta da stress o sindrome tako-tsubo perché le camere del cuore (atri e ventricoli) assomigliano alle reti utilizzate dai giapponesi per la cattura dei polpi, dà sintomi simili a quelli dell’infarto del miocardico, tra cui dolore al petto, dispnea e collasso.

La sindrome tako-tsubo non lascia segni visibili, anche se la funzione cardiaca è compromessa, per cui i medici credevano che i pazienti guarissero completamente senza intervento medico, superato lo shock emotivo.

Il nuovo studio, fatto nell’Università di Aberdeen, in Scozia, tuttavia, rivela che “la malattia è di lunga durata e ha effetti nocivi.

Fino al 2,2% dei pazienti trasportati in ospedale con sintomi di un attacco di cuore hanno in realtà la sindrome tako-tsubo.

Il 90% di questi pazienti è donna e nel 70% dei casi l’evento acuto è preceduto da un evento molto stressante, che è talvolta può essere anche la gioia.

Circa il 10% delle persone che ha un episodio di crepacuore sviluppa un evento in futuro e l’altro.

Nel nuovo studio, pubblicato sul Journal of American Society of Echocardiography (JASE), i ricercatori hanno analizzato il percorso salute di 52 pazienti con cardiomiopatia takotsubo.

A quattro mesi dopo l’incidente, i pazienti sono stati sottoposti ecocardiografia e a risonanza magnetica, esami che hanno dimostrato che alcune funzionalità cardiache non erano ancora tornate alla normalità.

 

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