Siria: la situazione è ormai oltre l’inferno

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Dopo che in Siria ci sono stati cinquattotto morti , tra cui 11 bimbi, nell’attacco aereo compiuto con il sospetto uso di gas, Save the Children, dice che la situazione è ormai oltre l’inferno e chiede alla comunità internazionale di intervenire.

 “Siamo oltre l’inferno. Le immagini che arrivano dalla Siria, i corpi senza vita di quei bambini, sono la testimonianza che siamo di fronte ad un orrore che è quello già visto nei campi di concentramento nazisti. Nessuno può più tacere o aspettare di fronte a tutto questo. La Comunità internazionale ha il dovere di intervenire immediatamente o sarà per sempre complice di quello che sta accadendo”. Così Valerio Neri, direttore di Save the Children Italia, sulla notizia dell’attacco chimico a Idlib in Siria, in cui hanno perso la vita moltissimi bambini.

Save the Children è attonita di fronte a quelli che sembrano essere una serie di attacchi chimici avvenuti oggi a Idlib, che hanno ancora una volta avuto conseguenze devastanti e mortali per i bambini e le famiglie, dice l’Organizzazione.

Una clinica di Save the Children nei dintorni di Maret al Numaan ha ricevuto tre casi e li ha trasportati in ambulanza in ospedale, ma le strutture sanitarie sono sopraffate dai bombardamenti e il trasferimento lungo le strade è particolarmente pericoloso. “I medici di una delle cliniche gestite dal nostro partner Syrian Relief – fa sapere Save the Children – ci hanno raccontato di aver ricevuto tre bambini sotto i sei anni, appena coscienti, che faticavano a respirare, con il naso che colava e le pupille contratte. I medici dicono che questi sintomi sono coerenti con l’uso di agenti nervini, come il sarin. Se fosse confermato l’utilizzo di questa sostanza vietata, saremmo di fronte ad un palese violazione del diritto internazionale e ad una preoccupante indicazione che ci dice che non tutte le armi chimiche sono state distrutte, come chiesto dalla risoluzione 2118 del Consiglio delle Nazioni Unite del settembre 2013”, afferma Sonia Khush, Direttore di Save the Children in Siria.

I medici a Khan Sheikhoun ci hanno riportato che quasi un terzo dei feriti che hanno visto erano bambini, arrivati negli ospedali in stato di incoscienza, pallidi, con gravi difficoltà respiratorie, dopo la caduta dei razzi dal cielo. Un ulteriore razzo che avrebbe rilasciato una sostanza chimica ancora non definita sarebbe stato lasciato cadere nella stessa area oggi all’ora di pranzo e molte famiglie sarebbero fuggite verso nord nel disperato tentativo di sfuggire ad un ulteriore attacco, ha spiegato Save the Children chiedendo immediatamente un’indagine imparziale sull’attacco e una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per concordare i passi successivi.

“Idlib è la patria di circa due milioni di civili, tra cui molte persone sfollate a causa del conflitto nella vicina Aleppo e in altre aree. L’incontro dei ministri degli esteri e del Segretario Generale delle Nazionli Unite a Bruxelles deve affrontare la minaccia dei continui assalti e la brutalità che hanno vissuto a Idlib. Non possiamo permettere che la situazione degeneri come abbiamo visto ad Aleppo Est”, conclude Sonia Khush.

A sei anni dall’inizio del conflitto in Siria, che si stima abbia fatto finora oltre 470.000 vittime – ricorda Save the Children – sono ancora 5,8 milioni i bambini che vivono sotto i bombardamenti e hanno bisogno di aiuti e sono almeno 3 milioni i bambini che hanno oggi sei anni e non hanno mai conosciuto altro che la guerra.

La notizia della strage è stata data, in primis, dall’Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus).

L’attacco è avvenuto a Khan Sheikhun, nella provincia nord-occidentale di Idlib.

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