Donne: tra antiche difficoltà e capacità personali

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Tra business e riflessioni si celebra anche quest’anno, l’8 marzo, la festa della donna. In un periodo di crisi e di sostanziale, ancora ampio, divario con gli uomini, due riflessioni: una sulle donne imprenditrici e l’altra sulla vendita diretta a domicilio.

DONNE IMPRENDITRICI

Le donne imprenditrici sono piene di grinta e determinate, ma é necessario fornire loro maggiore supporto.

Secondo il Mastercard Index of Women Entrepreneurs, esiste una relazione diretta tra l’imprenditorialità al femminile, che spesso nasce dalla necessità e dalla determinazione, e  un migliore accesso ai servizi finanziari insieme alle agevolazioni nella creazione di imprese guidate dalle donne.

Queste due condizioni favorevoli sono  fondamentali per superare i due maggiori ostacoli che scoraggiano le donne che vogliono iniziare una propria attività imprenditoriale: pregiudizi culturali e meno opportunità di crescita professionale.

 Secondo lo studio, la classifica dei paesi in cui le donne imprenditrici ricevono il supporto maggiore, grazie alla presenza di community di business per piccole e medie imprese, alle agevolazioni governative alle imprese e nella gestione imprenditoriale, vede al primo posto la Nuova Zelanda (74,4), seguita da Canada (72,4) e Stati Uniti (circa 70). Nella top ten rientrano anche: Svezia (69,6), Singapore (69,5), Belgio (69), Australia (68,5%), Filippine (68,4), Regno Unito (67,9) e Tailandia (67,5).

In Italia, come evidenzia la ricerca Mastercard Index of Women Entrepreneurs, il 94,5% delle donne che decide di avviare un’attività imprenditoriale, lo fa spinta dal desiderio di iniziare un’attività e ottenere successo.
Secondo lo studio Mastercard, nel nostro Paese, il 27% delle donne occupa ruoli di leadership in azienda.

“La presenza di una maggioranza di donne ambiziose e piene di risorse, dovrebbe essere considerata un’opportunità di business prioritaria. Esistono molti pregiudizi culturali, e noi, come azienda, cerchiamo di dare il nostro contributo per creare quelle condizioni necessarie a rafforzare e supportare le basi per una crescita personale ed economica”, ha affermato Martina Hund-Mejean, Chief Financial Officer di Mastercard.

Con una visione critica, il nostro studio mostra come le donne siano in grado di riconoscere interamente il proprio potenziale, raggiungere i loro obiettivi e, infine, accelerare l’inclusione. Abbiamo la possibilità di affrontare le problematiche culturali ed organizzative e di dare ancora più potere alle donne che ricoprono ruoli di leadership”, ha dichiarato Ann Cairns, President, International Markets di Mastercard.

VENDITA DIRETTA A DOMICILIO

Un settore in cui le donne trovano spazio è la vendita diretta a domicilio, che si conferma uno dei pochissimi settori che aprono le porte a chi, dopo un momento di crisi, vuole reinventarsi e rimettersi in gioco. È donna il 93,6% delle persone impiegate nella vendita diretta delle aziende Univendita, e operano negli ambiti più diversi: dai beni durevoli per la casa agli alimentari, dai beni di consumo ai cosmetici, per finire con i servizi.

«In anni di contrazione di consumi e di forte crisi per i canali tradizionali del commercio, la vendita diretta a domicilio ha rappresentato un’eccezione alla regola –sottolinea il presidente di Univendita Ciro Sinatra– e l’unica vera spiegazione di questo successo sono le persone. La ragione della crescita del nostro settore sta nella forza dell’economia di relazione, basata su un rapporto umano autentico, che genera un clima di fiducia positivo nei consumatori. Nel 2016 le nostre aziende hanno fatturato 1 miliardo 643 milioni di euro, crescendo del 2,5%. Hanno generato quasi 12 milioni di ordini, che si stima equivalgano a oltre 4milioni e 300mila clienti serviti. E hanno creato occupazione: le aziende associate Univendita contano 156mila venditori, +2,2% rispetto all’anno precedente».

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