Anziani: un po’ di ipertensione contrasta la demenza

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Gli individui che sviluppano l’ipertensione arteriosa all’età di 80 anni, o più, hanno un ridotto rischio di demenza dopo i 90 anni, secondo un nuovo studio fatto nella University of California, Irvine.

L’ipertensione ed altri fattori di rischio per la salute del cuore si crede che aumentino il rischio di demenza. Ma lo studio americano ha trovato che l’ipertensione non è un fattore di rischio per la demenza nei 90enni o più, ma, in realtà, essa è associata con un rischio ridotto di demenza, ha detto l’autore dello studio Maria Corrada.

Dallo studio, i cui risultati sono stati pubblicati su ‘Alzheimer’s & Dementia’, è emerso che i partecipanti che avevano riferito la comparsa dell’ipertensione all’età di 80-89 anni, avevano avuto il 42 per cento meno probabilità di sviluppare la demenza dopo i 90 anni, rispetto a chi non aveva segnalato alcuna storia di alta pressione sanguigna.

I partecipanti la cui ipertensione era cominciata all’età di 90 anni, o più, erano a un rischio demenza ancora più basso, con il 63 per cento meno probabilità di sviluppare la patologia.

In questa età, dunque, l’ipertensione può proteggere il cervello dalle cause che portano alla demenza.

L’alta pressione sanguigna, secondo gli autori dello studio, potrebbe essere necessaria per raggiungere un certo livello nel mantenere il flusso sanguigno adeguato nel cervello e per avere una cognizione normale, che a sua volta può cambiare con l’età. Resta da capire se la pressione arteriosa si abbassa con l’insorgere della demenza.

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