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Diabete mellito, meglio camminare dopo i pasti

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Uno studio neozelandese sostiene che i pazienti con diabete di tipo 2 possono ottimizzare il calo della loro glicemia cambiando il modo di fare attività fisica. Ad esempio, 10 minuti a piedi dopo cena permettono un miglior controllo della glicemia che camminare 30 minuti in un altro momento della giornata.

Per arrivare a questa conclusione, i ricercatori dell’Università di Otago in Nuova Zelanda, hanno seguito 41 adulti con diabete di tipo 2, di età compresa tra i 18 e 75 anni. I partecipanti sono stati divisi casualmente in due gruppi. Il primo ha fatto 30 minuti di cammino ogni giorno per 14 giorni, il secondo 10 minuti a piedi dopo ogni pasto nello stesso periodo. Dopo una pausa di 30 giorni, i due gruppi si sono scambiati i tempi e i modi di fare attività fisica.

Durante l’esperimento, ai pazienti è stata rilevata la loro attività in generale, il tempo passato camminando e stando seduti. Anche le scelte alimentari sono state prese in considerazione.

Durante le 3 ore dopo i pasti nei giorni 1, 7 e 14 di ogni esperimento, sono stati valutati i livelli di glucosio nel sangue.

E’ emerso che camminare per più di 10 minuti dopo il pasto è più efficace nel ridurre il livello di glucosio nel sangue che fare 30 minuti di cammino in un altro momento della giornata. Queste brevi passeggiate abbassano lo zucchero nel sangue del 12%, camminando una volta al giorno.

Lo studio rivela che questo miglioramento è ancor più significativo dopo cena, quando appare l’apporto glicemico medio è di solito più elevato, con un calo della glicemia del 22%.

In conclusione, i ricercatori consigliano ai pazienti diabetici di cambiare il loro modo di muoversi, facendo una breve passeggiata dopo ogni pasto, soprattutto dopo i menu ricchi di carboidrati, come pane, riso, patate e pasta. Questa pratica, consente di ridurre anche le dosi di insulina.

I risultati del lavoro sono stati presentati sulla rivista “Diabetologia”.

Il diabete di solito si sviluppa dopo i 40 anni e viene diagnosticata in media vicino ai 65 anni. L’incidenza è più alta tra i 75 e i 79 anni con il 20% degli uomini e il 14% delle donne trattate per questa malattia. Tuttavia, il diabete di tipo 2, che rappresenta il 90% dei casi di diabete, colpisce anche i più giovani, compresi gli adolescenti e persino bambini.

L’inattività fisica, il colesterolo alto, il sovrappeso, l’obesità e l’ipertensione aumentano il rischio di sviluppare la malattia.

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