Giornata Mondiale dell’alimentazione: il clima condiziona cibo e agricoltura

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“Temperature più elevate e condizioni meteorologiche irregolari stanno già minando la salute dei suoli, delle foreste e degli oceani dai quali dipende la sicurezza alimentare del mondo”, ha detto il Direttore Generale della FAO, José Graziano da Silva, alla cerimonia d’apertura della Giornata mondiale dell’alimentazione che si è svolta il 14 ottobre a Roma.

Quest’anno la FAO (Food and Agriculture Organization of the United Nations – Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) ha deciso di concentrarsi proprio sugli effetti dei cambiamenti climatici sulla sicurezza degli alimenti.  “Il clima sta cambiando. Il cibo e l’agricoltura anche”, è lo slogan scelto per la la Giornata Mondiale dell’alimentazione, che in tutto il mondo si è celebrata il 16 ottobre.

Per la FAO, uno dei principali problemi legati ai cambiamenti climatici è la sicurezza alimentare, in particolare delle persone più povere del mondo, molti dei quali sono contadini, pescatori e pastori, che sono i più colpiti dalle alte temperature e dall’aumento dei disastri meteorologici.

Allo stesso tempo, nel mondo la popolazione cresce in modo costante e si prevede che raggiungerà i 96 miliardi di persone nel 2050. Per coprire una grande richiesta di prodotti agricoli, i sistemi alimentari dovranno adattarsi agli effetti negativi dei cambiamenti climatici e di diventare più resilienti, produttivi e sostenibilo, ha detto la FAO.

Coltivare il cibo in modo sostenibile significa adottare pratiche per produrre di più sulla stessa superficie della terra e utilizzare le risorse naturali in modo giudizioso. Significa anche ridurre gli sprechi con una migliore raccolta, un migliore stoccaggio, imballaggio, trasporto, con migliori infrastrutture e meccanismi di mercato, nonché quadri istituzionali e giuridici.

La FAO esorta i paesi ad affrontare i problemi legati al cibo e all’agricoltura e a investire di più sullo sviluppo rurale e nei loro piani di azione climatici, in prossimità della prossima conferenza sul clima delle Nazioni Unite (COP 22)  il 7 – 18 novembre 2016 a Marrakech, in Marocco.

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