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L’inquinamento penetra nel cervello

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Lo smog può far ammalare, anche tramite alcune sue particelle che penetrano nel cervello, secondo un nuovo studio.

Alcuni scienziati hanno infatti rilevato delle nanoparticelle di magnetite probabilmente venute dall’ambiente in più di tre dozzine di cervelli umani, esaminati post mortem.

Già si sapeva che il cervello produce particelle di magnetite che sono associate con la malattia di Alzheimer, ma queste particelle endogene trovate nei cervelli sono in forma angolare, mentre i composti scoperti di recente, col nuovo studio, sono sferiche. La loro forma e le altre loro proprietà suggeriscono che queste nanoparticelle siano state generate durante alcuni processi, che avvengono ad alta temperatura, come nella combustione.

I risultati dello studio, fatto dell’Università di Lancaster e pubblicati su PNAS, suggeriscono che la magnetite sia giunta al cervello per via inalatoria.

Barbara Maher, scienziata ambientale, e il suo team ipotizzano che questo magnetite ambientale possa rappresentare un rischio per la salute.

Nel 1992, i ricercatori avevano scoperto particelle di magnetite angolare nel cervello umano. Sedici anni più tardi, un confronto tra i cervelli sani e i cervelli con Alzheimer hanno rivelato che i livelli elevati di magnetite sono correlati con l’incidenza della malattia.

Maher stava studiando il particolato, tra cui la magnetite, ai bordi delle strade e ha voluto vedere se tale magnetite potesse entrare nel cervello, con potenziali effetti tossici. Lei e i suoi colleghi hanno esaminato la quantità e la struttura della magnetite all’interno di 37 campioni di corteccia frontale del cervello umano provenienti dalla banca del cervello di Manchester nel Regno Unito e da persone che erano morte in incidenti mortali a città del Messico, tra il 2004 e il 2008.

Hanno identificato particelle di magnetite endogeno, angolari, che avevano un diametro che andava da 50 a 150 nanometri, così come particelle sferiche che avevano da meno di 5 nanometri di diametro a più di 100 nanometri. I ricercatori hanno pensato che questi composti sferici potessero venire dal particolato che è nell’aria.

Questo è stato il primo studio ad aver trovato particelle di ossido di ferro nel tessuto cerebrale di probabile provenienza da fonte inquinante.

Tuttavia, i ricercatori non sanno se la magnetite dell’ambiente possa avere gli stessi effetti della magnetite endogena sulla salute del neurone.
Sono necessarie ulteriori ricerche per determinarlo.Intanto è bene non sottovalutare i possibili effetti negativi dell’inquinamento.

Fonte PNAS

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