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Pelle: i trattamenti post-vacanza

Filed under Lifestyle, Salute

Sole, mare, vento e aria aperta mettono a dura prova la pelle durante l’estate. Al ritorno dalle vacanze è tempo di fare i conti con l’abbronzatura che inizia a sbiadire, lasciando il segno. A settembre, nella lista di buoni propositi che si fanno al rientro, è bene dedicare spazio alla cura di se stessi per rimediare ai danni provocati dal sole. E perché no, anche per pensare già alla prossima estate, e arrivarci meglio preparati. Ecco quindi le cose da sapere:

1) Bisogna ricordare sempre che il sole è la principale causa di invecchiamento della pelle. Non solo è necessario proteggere sempre il viso, anche d’inverno, con la protezione solare, ma bisogna anche tenere presente che l’abbronzatura dura qualche mese, ma i segni che lascia sulla pelle sono permanenti. Per questo bisogna eseguire trattamenti specifici per reidratare l’epidermide e cercare di ridurre al minimo gli effetti collaterali dell’estate.

2) Il trattamento consigliato per il ritorno dal mare è la bioristrutturazione dermica con PRP (plasma ricco di piastrine). «È una tecnica innovativa non invasiva che consiste nell’infiltrazione di plasma ad alto contenuto piastrinico, che stimola e attiva i fibroblasti della cute (cellule che producono fibre di collagene). La bioristrutturazione con PRP è una valida alternativa alle classiche vitamine, che richiedono invece trattamenti piuttosto frequenti (una volta ogni una o due settimane). Il trattamento richiede infiltrazioni a tempi sempre più distanziati: dopo la prima seduta, che dura circa 20-30 minuti, si aspettano 40 giorni per la successiva, poi 3 mesi, fino ad arrivare a due sedute annuali che di solito si effettuano a settembre-ottobre e ad aprile-maggio, quindi per prepararsi all’estate e successivamente per rimediare all’estate» spiegano i chirurghi plastici di ChirurgiadellaBellezza.

3) Per ripristinare lo stato della cute, quando è già molto rovinata, molto utili sono le tecnologie come la radiofrequenza frazionata ad aghi ed il needling. «Si tratta di metodiche che hanno lo scopo di ripristinare lo stato della cute inducendo un trauma “calibrato” che indurrà la riparazione dei tessuti danneggiati. Non è necessaria la degenza ma servono più sedute della durata di 30 minuti, da effettuarsi a distanza variabile (da 2 a 6 settimane inizialmente) in base al tipo di cute, all’intensità del trattamento e di inestetismo da trattare. Dopo il trattamento si può notare un leggero arrossamento, e in alcuni casi possono comparire piccole crosticine camuffabili con il make up» affermano i chirurghi plastici.

4) La medicina estetica è un ottimo alleato per il ringiovanimento, ma non fa miracoli: «Il chirurgo plastico è la persona che può suggerire al paziente qual è la strada migliore da seguire. Oggi i pazienti preferiscono i trattamenti di medicina estetica, che sono meno invasivi, ma bisogna prima avere chiaro qual è il risultato che il paziente vuole raggiungere. Se una paziente di 60 anni vuole la pelle più morbida e compatta, le si spiega che un lifting le permetterebbe di ringiovanire, ma se quello che cerca è un trattamento per “sentirsi curata”, anche la medicina estetica può essere sufficiente. Importante è rivolgersi a un esperto serio, per evitare di illudersi con false promesse e spendere soldi inutilmente. Ai pazienti spieghiamo che la medicina estetica è come la palestra: per avere un fisico statuario non bastano 6 mesi di allenamenti, bisognerà cambiare le abitudini di vita e continuare gli esercizi, con uno sforzo progressivamente minore, per sempre. La medicina estetica è molto simile: prevenire nel tempo o ristrutturare col tempo» affermano i chirurghi.

5) Settembre è il mese giusto per pensare a rimettersi in forma in vista della prossima estate. «Spesso in spiaggia o con i vestiti più corti e scollati, molte donne non si sentono a proprio agio con il proprio corpo. Settembre è il mese ideale per programmare da subito la rimessa in forma: consigliamo ad esempio di programmare due cicli di carbossiterapia annuali, uno verso ottobre-novembre ed un secondo da concludersi a maggio dall’anno prossimo, così da non farsi trovare impreparati alla prova costume» concludono Bove e Rauso.

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