Il caffè potrebbe sparire entro il 2080

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Brutte notizie per i consumatori di caffè. Una delle bevande più consumate al mondo potrebbe sparire entro l’anno 2080 a causa dei cambiamenti climatici, secondo l’istituto del clima di Sydney, in Australia.

L’organizzazione non governativa Fairtrade Australia & New Zeland sottolinea che il rischio predice che ci sarà la riduzione delle aree di coltivazione poiché le variazioni di temperatura ostacolano la crescita delle piante ed è in agguato l’aumento dei parassiti.

Secondo un rapporto dell’Istituto australiano sul clima, entro il 2050 la metà della terra arabile non sarà adatta per le piantagioni di caffè a causa dell’aumento delle temperature e della diffusione di funghi e malattie.

Se il riscaldamento globale continuerà a peggiorare nei prossimi 70 anni, le colture come il caffè potrebbero scomparire.

Nel 2012, l’America centrale è stata attraversata da un’ondata di funghi che ha causato un declino di 2,7 milioni di sacchi di caffè per il valore di 500 milioni di dollari.

Se il fungo continuerà a diffondersi il declino nella produzione di caffè non solo avrà solo un impatto sulla diffusione di questa bevanda in tutto il mondo, ma anche sui 120 milioni di persone che, in più di 70 paesi, dipendono da questa industria.

La bevanda consumata nella misura di 2,25 miliardi di tazze di caffè al giorno, scomparendo, cambierà l’uso della terra in paesi come il Nicaragua e la Tanzania.

L’aumento delle temperature, la mancanza di piogge e gli eventi meteorologici estremi faranno pressione sui paesi produttori e potrebbero ridurre le aree di coltivazione del 50%, erodendo la qualità del caffè e determinando l’aumento dei prezzi.

La produzione di caffè è triplicata dal 1960, ma, tra l’80% e il 90% proviene da piccoli agricoltori che vivono in 70 paesi sottosviluppati o in via di sviluppo. Essi sono, pertanto, i più minacciati dal cambiamento climatico e dalle sue conseguenze negative.

Senza determinanti azioni, “il caffè selvatico”, una delle risorse genetiche più importanti per quegli agricoltori che lo coltivano, potranno estinguersi per l’anno 2080, dice lo studio.

La ricerca invita i consumatori di caffè ad aiutare i piccoli produttori con l’acquisto di prodotti dal commercio equo e solidale e a scegliere solo quei marchi che contribuiscono alla riduzione dell’inquinamento.

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