Intestino: dei batteri hanno almeno 15 milioni di anni

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Alcuni batteri che abitano nel nostro intestino risalgono ad almeno 15 milioni di anni ed esistevano ben prima che diventassimo umani. Lo ha rivelato una ricerca pubblicata sulla rivista americana Science.

Questi batteri contribuirono alle prime fasi di sviluppo del nostro intestino. Recenti ricerche hanno dimostrato che i microbi possono influenzare il nostro sistema immunitario e possono essere associati con determinati comportamenti e stati d’animo.

“Mostriamo con questa ricerca che alcuni batteri intestinali umani discendono direttamente da quelli che hanno vissuto negli intestini dei nostri antenati comuni con le scimmie”, ha detto Andrew Moeller, ricercatore dell’Università della California a Berkeley, uno dei co-autori del lavoro. “Questo dimostra che c’è stata una linea ininterrotta di discendenza di questi batteri per milioni di anni, dopo la comparsa delle scimmie africane”, ha aggiunto.

Mentre gli esseri umani e le scimmie si sono evoluti in specie separate da un antenato comune, i batteri che si trovavano nell’intestino di quest’ultimo si sono a loro volta evoluti in diversi ceppi, identificati dagli scienziati, i quali hanno trovato prove genetiche dell’evoluzione separata da questi batteri in ceppi diversi, quando dagli antenati comuni cominciarono ad evolversi diverse specie.

La prima scissione dei batteri intestinali si verificò circa 15,6 milioni anni fa, quando la linea dei gorilla si distaccò da quella degli ominidi.

La seconda separazione si verificò 5,3 milioni di anni fa, al tempo in cui il ramo umano si separò da quelli dei bonobo e degli scimpanzé.

“Sapevamo da tempo che gli esseri umani e i nostri parenti più stretti, le grandi scimmie, hanno questi batteri nei loro intestini”, ha detto Andrew Moeller.

Per questa ricerca, gli scienziati hanno analizzato i campioni fecali di scimpanzé, bonobo e gorilla che vivono in natura in Africa e quelli di alcune persone degli Stati Uniti.

Fossili e indici genetici hanno mostrato che queste quattro specie si sono evolute da un antenato comune che visse 10 milioni di anni fa.

I ricercatori hanno usato il sequenziamento genetico per analizzare tutte le versioni differenti di un gene batterico presente in tutti i campioni fecali.

Da questi dati, sono stati in grado di ricostruire l’albero dell’evoluzione dei tre gruppi di batteri intestinali che compongono più del 20% del microbioma umano.

E’ emerso che i microbi in due famiglie batteriche (Bacteroidaceae e Bifidobacteriaceae) sono presenti negli esseri umani e nelle scimmie africane.

Numerosi studi hanno dimostrato che molti fattori influenzano la diversità batterica nell’intestino umano, tra cui la dieta, la geografia e la storia medica. Le nuove scoperte suggeriscono che l’evoluzione può avere giocato un ruolo più importante nella creazione di alcuni di questi microbi di quanto precedentemente si era pensato, hanno detto i ricercatori.

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