Più si accumulano chili, più la speranza di vita si riduce

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Più si accumulano chilogrammi, più la speranza di vita si riduce, secondo uno studio internazionale, fatto su 4 milioni di adulti

Le persone in sovrappeso perdono in media un anno di aspettativa di vita, ma la speranza di vita diminuisce con i chili in più e può raggiungere i dieci anni, in caso di obesità grave, secondo un grande studio pubblicato su The Lancet.

Il lavoro, realizzato con l’analisi dei dati di quasi 4 milioni di adulti di quattro continenti, ha misurato il rischio di morire prematuramente, prima dell’età di 70 anni.

Questo studio “stabilisce conclusivamente che il sovrappeso e l’obesità sono associati con un rischio aumentato di morte prematura”, ha detto all’agenzia di stampa Afp il suo autore principale Emanuele Di Angelantonio, dell’Università di Cambridge (Regno Unito).

“In media, le persone in sovrappeso perdono un anno nell’aspettativa di vita, o tre anni, se sono moderatamente obese”, ha detto Emanuele Di Angelantonio, aggiungendo che le “persone con obesità grave, possono perdere circa dieci anni di aspettativa di vita”.

Con l’obesità “il rischio di malattia coronarica, ictus, di malattie respiratorie e cancro sono tutti aumentati” ha detto Emanuele di Angelantonio.

Lo studio ha trovato anche che l’influenza di sovrappeso o obesità sull’aspettativa di vita è ‘tre volte maggiore nei maschi rispetto alle femmine’.

Mentre il rischio di morire prima di 70 anni è del 19% per gli uomini e dell’11 per cento per le donne, con un indice di massa corporea normale, salta al 29.5 per cento per gli uomini e al 14,6% per le donne moderatamente obese.

Lo studio è il risultato di una collaborazione internazionale e si è basato sull’analisi di 239 lavori, condotti tra il 1970 e il 2015 e per diversi anni, con 10,6 milioni di adulti, in Europa, Nord America, Australia, Nuova Zelanda e Asia.

Per evitare distorsioni legate alla sigaretta o all’esistenza di malattie pre-esistenti, i ricercatori hanno escluso dal loro studio i fumatori e gli ex fumatori, oltre ai malati già cronici all’inizio dello studio e coloro che erano morti entro cinque anni. Alla fine, hanno lavorato sui dati circa 3,9 milioni di adulti.

Lo studio ha coinvolto 500 ricercatori provenienti da oltre 300 istituzioni.

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