Batteri intestinali specifici nell’artrite reumatoide

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I batteri intestinali possono predire il rischio di sviluppare l’artrite reumatoide secondo un nuovo studio fatto nella  Mayo Clinic (Stati Uniti).

Lo studio ha trovato che uno specifico microbiota nell’intestino può aiutare i medici a prevedere e a prevenire l’insorgenza di una malattia autoimmune che provoca dolorosi gonfiori alle articolazioni.

Per giungere alle loro conclusioni, i ricercatori hanno fatto un lavoro su dei pazienti con artrite reumatoide, sui loro parenti e su un gruppo di controllo composto da individui sani.

Lo studio ha trovato che un’abbondanza di alcuni rari lignaggi batterici provocano uno squilibrio microbico nelle persone soggette all’artrite reumatoide.

Utilizzando la tecnologia di sequenziamento genomico, i ricercatori sono stati in grado di trovare che  alcuni microbi dell’intestino che sono normalmente rari negli individui sani, abbondavano invece nei pazienti con l’artrite reumatoide.

In base agli studi fatti sui topi, i ricercatori hanno trovato un’associazione fra il microbo Collinsella e il fenotipo a rischio di artrite. La presenza di questi batteri può portare a nuovi modi per diagnosticare i pazienti a rischio e per ridurre lo squilibrio che causa l’artrite reumatoide prima che si sviluppi o nelle sue fasi iniziali, hanno detto i ricercatori.

Dopo ulteriore ricerca nei topi e, infine, negli esseri umani, gli scienziati potrebbero costruire un profilo predittivo per chi rischia di sviluppare l’artrite reumatoide.

L’artrite reumatoide è una malattia autoimmune, che si verifica quando il corpo attacca erroneamente stesso. Il corpo aggredisce i tessuti intorno alle articolazioni, causando un gonfiore che può erodere l’osso e deformare le articolazioni.

La malattia può danneggiare anche altre parti del corpo: pelle, occhi, cuore, polmone e vasi sanguigni.

I risultati dello studio americano sono stati pubblicati nella rivista ‘Genome Medicine and Arthritis and Rheumatology’.

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