Attacco informatico all’Università di Calgary. Pagati circa 14.000 euro per riavere i dati

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L’università canadese di Calgary è stata colpita da un ransomware che ha paralizzato una parte del suo sistema informatico e ha preso in ostaggio alcuni dati, tra cui il lavoro dei ricercatori.

Lo ha rivelato la stessa università in una dichiarazione in cui ha asserito di essere stata vittima di un ransowmare e che alcuni dei suoi dati informatici erano stati crittografati.

L’università ha detto di aver accettato di pagare 20.000 dollari canadesi, circa 14.000 euro, per cercare di riottenere l’accesso a tutti i suoi file.

l ransomware sono malware di nuovo genere, che si installano crittografando i dati memorizzati sui dischi rigidi delle vittime. La chiave utilizzata per crittografare i file è nota solo all’attaccante, che richiede un pagamento per inviarla.

I sistemi di attacco, di solito, avvengono attraverso la rete anonima Tor e i pagamenti sono Bitcoin, entrambe cose che rendono molto difficile individuare i pirati.

L’ultima cosa che vogliamo è quella di perdere il lavoro di una vita di qualcuno, ha detto l’Università.

L’attacco ha avuto luogo circa dieci giorni fa e l’Università per recuperare i dati di accesso prima aveva provato a decriptare con mezzi propri, riuscendo a ripristinare l’accesso alle email, probabilmente attraverso un backup. Ma, poi, ha dovuto pagare il riscatto richiesto, senza alcuna garanzia di successo.

Essa adesso ha comunque ottenuto la chiave attraverso il pagamento, ma il processo di decrittografia richiede tempo e deve essere fatto con cura, dice l’Università.

È importante notare che le chiavi di decrittografia non ripristinano automaticamente tutti i sistemi né garantiscono il ripristino dei dati. Molto lavoro resta da fare per garantire che i sistemi interessati siano nuovamente operativi, e questa procedura richiede tempo.

La paura dell’Università è quella di poter aver perso il lavoro dei suoi ricercatori.

Da vario tempo, individui, imprese, governi e persino ospedali, sono stati vittime dela cybercrimilatà.

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