Aumentata l’aspettativa di vita, ma le disparità persistono

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L’aspettativa di vita nel mondo è aumentata di cinque anni tra il 2000 e il 2015, secondo l’ultimo rapporto annuale dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).

L’indagine, fatta su 194 paesi, dice che si è trattato dell’aumento più veloce da più di cinquant’anni. Dal 1950, l’aumento è stato di tre anni per decade.

L’aspettativa di vita è stata nel 2015 di 73,8 anni per le donne e di 69,1 per gli uomini (71,4 in media per i due sessi).

Questa maggiore longevità conquistata negli ultimi quindici anni è dovuta al fatto che il mondo, specialmente Europa e Giappone, ha beneficiato degli “sviluppi socio-economici legati alla ricostruzione che c’è stata dopo la Seconda guerra mondiale”. E, grazie anche a dei significativi progressi nella lotta contro “le malattie prevenibili e curabili” (come AIDS e malaria).

Ma se una ragazza nata oggi in Giappone ha una aspettativa di vita di 86,8 anni, in Sierra Leone, chi è nato oggi, ha invece un’aspettativa di vita di 49,3 anni, se maschio, e di 50,8 anni, in media, se femmina.

E’ evidente che le disparità persistono. “Il progresso – dice il rapporto – è stato irregolare. Aiutare i paesi a raggiungere una copertura sanitaria universale basata su un sistema di cure primarie forti è la cosa migliore che possiamo fare”, ha detto il direttore generale dello studio Margaret Chan.

L’aspettativa di vita dei neonati nei paesi ad alto reddito ha raggiunto almeno gli 80 anni in un contesto in cui è inferiore ai 60 anni, nell’Africa sub-sahariana.

In dodici Paesi, Svizzera, Spagna, Italia, Islanda, Israele, Francia, Svezia, Giappone, Singapore, Australia, Corea del sud e Canada, si superano anche gli 82 anni.

Gli anni in cui ci si può aspettare di vivere in buona salute sono, tuttavia, in media 64,6 per le donne e 61,5 per gli uomini.

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