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Effettuato trapianto di pene, operazione durata 15 ore

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Negli Stati Uniti, al Massachusetts General Hospital, è stato effettuato il primo trapianto di pene.

L’intervento è stato compiuto su un paziente 64enne, che si chiama Thomas Manning e che aveva dovuto subire l’asportazione chirurgica del suo pene quattro anni fa, dopo che i medici gli avevano diagnosticato il cancro del pene.

Gli obiettivi di questa operazione, secondo il dottor Dicken Ko, che ha coguidato il team chirurgico, erano quelli di ricostruire gli organi genitali, per consentire al paziente di urinare normalmente e aiutarlo a riconquistare il funzionamento sessuale.

I medici hanno fatto una vasta ricostruzione dei nervi, in un intervento durato 15 ore.

Manning si è sottoposto volontariamente all’operazione ed è stato prima sottoposto a valutazione psicologica.

Il paziente aveva parte del pene rimossa chirurgicamente e il resto dei vasi e dei nervi conservati.

Le principali difficoltà tecniche dell’operazione sono consistite nella ricostruzione vascolare, ossia nella cucitura dei piccoli vasi sanguigni del paziente ai vasi del donatore.

I medici hanno inoltre eseguito un innesto della vena, che è simile a un bypass al cuore e permette una maggiore flusso di sangue.

Il dottor Curtis Cetrulo, chirurgo plastico e secondo leader del team, ha detto che potrebbe essere possibile in futuro un intervento simile sui pazienti transgender, anche se l’approccio, sarebbe completamente diverso e richiederebbe “un nuovo sforzo” per avere successo.

Naturalmente, il paziente operato al pene dovrà prendere per il resto della sua vita dei farmaci per prevenire il rigetto.

Ora, Thomas Manning, continua a recuperare bene, con il flusso sanguigno che irrora l’organo del donatore, senza segni di sanguinamento, di rigetto o di infezione.

I medici sono cautamente ottimisti e pensano che riacquisterà la funzione persa nel 2012 quando una diagnosi di cancro penile lo aveva portato a doversi sottoporre a una penectomia parziale.

L’intervento ha segnato un passo avanti della medicina dei trapianti. La perdita degli organi genitali può essere veramente devastante per l’identità di un individuo e il senso di virilità.

Se gli individui che hanno perso il loro pene per una malattia, in combattimento o per un evento traumatico possono vivere senza l’organo intatto, gli aspetti psicologici di una tal ferita possono essere schiaccianti, hanno detto i chirurghi. La capacità di offrire una soluzione più accettabile a lungo termine è stata la motivazione che ha guidato questa ricerca.

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