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Donald Trump come Silvio Berlusconi

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Lo scrittore americano Paul Auster intervistato dal giornale canadese La Presse, ha detto che Donald Trump è una minaccia per gli Usa e che il partito repubblicano sta per distruggere il suo Paese.

“Anche con un presidente democratico, l’ala destra sta distruggendo il mio Paese”, ha detto Paul Auster, accusando la destra americana di rifiutare il bene comune in favore di individui che lottano per i propri affari.

Su Donald Trump, candidato emergente del Partito Repubblicano per le prossime elezioni, ha detto che egli è un incrocio tra Berlusconi e Mussolini.  E’ insieme pericoloso e spaventoso, ha detto lo scrittore, asserendo che se Trump, “sarà il candidato dei repubblicani, sarà un disastro per il partito che avrà bisogno di una profonda riforma”

Il romanziere sostiene che questo politico pone una grave minaccia per il futuro degli Stati Uniti.

PAUL ASTER

Su Barack Obama, che lascerà la Casa Bianca nel gennaio 2017, Paul Auster ha detto che è “chiaramente il migliore” di tutti i presidenti che ha conosciuto, e che ha “mantenuto la sua dignità”, nonostante i continui attacchi razzisti quando è arrivato al potere.

Scrittore, sceneggiatore e regista statunitense, Paul Auster, dopo aver studiato alla Columbia University, nel 1970, aveva lavorato a Parigi come traduttore fino al suo ritorno a New York nel 1974.

Aveva esordìto come scrittore con poesie, racconti e articoli pubblicati sulla “New York Review of Books” e sulla “Harper’s Saturday Review”.

La sua opera più famosa, è la Trilogia di New York: Città di vetro, 1985; Spettri, 1986; La stanza chiusa, 1987.

Tra i suoi lavori più noti, Il paese delle ultime cose (1988), Il palazzo della luna (1989), La musica del caso (1991, Leviatano (1992), Mr. Vertigo (1994) e Timbuctù (1998).

PARALLELI TRA TRUMP E BERLUSCONI SUI GIORNALI USA

Anche la Cnn, giorni fa, aveva detto che Donald Trump aveva mostrato le sue similitudini con il Capo del Fascismo e con Berlusconi, dopo che aveva rievocatoo un detto popolare italiano reso famoso dal dittatore fascista Benito Mussolini: “Meglio un giorno da leone che cento da pecora”, .

Ma è Silvio Berlusconi e non Mussolini, che offre che la guida più vicina a ciò che una presidenza Trump potrebbe effettivamente significare, ha scritto Ruth Ben-Ghiat su Cnn.

Anche il Washington Post mesi fa, ci era andato duro. In un suo articolo, Rula Jebreal aveva individuato le analogie tra Trump e Berlusconi. Entrambi misogini, entrambi presentatisi agli elettori come uomini ricchi e di successo in un momento fallimentare delle loro aziende, entrambi con l’utilizzo di frasi a effetto o barzellette per distrarre e coprire il vuoto di idee.

Sempre mesi fa, anche il New York Times aveva parlato della sindrome di Berlusconi. Intuendo quel che stava accadendo negli Usa, Roger Cohen aveva scritto “come l’Italia era matura per Berlusconi, l’America è pronta per Trump”, analizzando la situazione americana e motivi che stanno portando Trump ad avere consensi.

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