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Cia, 5 anni fa Bin Laden, ora tocca all’Isis

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Il 2 maggio 2011, Osama Bin Laden venne ucciso dalle forze speciali americane che avevano preso d’assalto la sua casa di Abbottabad, in Pakistan.

Un commando USA condusse un’operazione segreta effettuata all’insaputa delle autorità pakistane, che denunciarono la violazione del loro territorio.

Una falsa campagna di vaccinazione

Osama Bin Laden, fondatore di al-Qaeda, era stato localizzato attraverso una campagna di false vaccinazione contro l’epatite C, che erano servite come copertura per confermare la presenza degli americani ad Abbottabad, in Pakistan.

Una volta individuato Osama Bin Laden, il cervello degli attentati dell’11 settembre 2001 a New York, il capo di al Qaeda venne ucciso la notte tra l’1 e il 2 maggio 2011.

Questo spettacolare intervento straniero venne vissuto come un’umiliazione dal Pakistan e lasciò tracce profonde nelle relazioni tra i due paesi.

Il medico che aiutò gli Usa

Intanto, il medico pakistano Shakil Afridi, che aiutò la Cia nella ricerca di Bin Laden è in carcere.

Afridi prese parte alla  falsa campagna di vaccinazioni nella città pakistana di Abbottabad, orchestrata dalla CIA per ottenere i campioni del DNA di Bin Laden.

Arrestato subito dopo l’uccisione di Bin Laden, un anno più tardi, Afridi, fu condannato a 33 anni di prigione, la pena fu poi ridotta a 23 anni. L’ex chirurgo vive in isolamento in una piccola stanza e, secondo il suo avvocato, può vedere la sua famiglia non più di sei volte l’anno.

Ora la Cia punta all’Isis

Adesso l’obiettivo numero uno della Cia è il capo dell’Isis.

Cinque anni dopo la morte di Osama bin Laden, il direttore dei servizi segreti Usa, John Brennan, punta al capo dello Stato islamico, Abu Bakr al-Baghdadi.

“È importante e distruggeremo l’Isis, non ho alcun dubbio su questo”, ha detto.

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