E’ possibile invertire le malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e il Parkinson

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Un nuovo studio ha utilizzato una strategia innovativa per inverte i sintomi nelle malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e il Parkinson, almeno nei moscerini della frutta, indotti ad avere queste patologie.

“Il nuovo approccio che abbiamo utilizzato ha rilevanti implicazioni”, ha detto  il dottor Robert Schwarcz, uno dei ricercatori, autori dello studio, pubblicato su ‘Proceedings of National Academy of Sciences’.

“Se possiamo replicare questi effetti nelle persone, potremmo aiutare un sacco di gente” ha aggiunto.

Questi disordini neurodegenerativi, come l’Alzheimer e il Parkinson, causano indicibili sofferenze a milioni di pazienti e alle loro famiglie. I trattamenti per queste malattie sono limitati, e nessuna cura esiste.

Schwarcz, in collaborazione con il genetista Flaviano Giorgini nell’Università di Leicester, si è focalizzato sui metaboliti correlati all’aminoacido triptofano.

Quando il triptofano degrada nel corpo, si scompone in diversi composti che hanno attività biologiche nel sistema nervoso. Uno di questi, chiamato 3-idrossichinurenina (3-HK), ha proprietà neurotossiche, mentre l’acido chinurenico, denominato (KYNA), ha la capacità di prevenire la degenerazione delle cellule nervose.

L’abbondanza relativa di questi due composti nel cervello può essere critica nel morbo di Alzheimer e di Parkinson e anche nella malattia di Huntington.

Ora, i ricercatori vogliono vedere se la cura che ha invertito i sintomi delle malattie neurodegenerative nei ratti funziona anche per gli esseri umani.

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